un uomo che cammina in un corridoio

Una vicenda molto delicata e particolarmente controversa quella riportata da Il Messaggero. Al centro della triste storia sfociata in Tribunale, un papà, una giovane figlia 13enne e un ragazzo, anche lui minorenne. Le versioni di padre e ragazzino però, non collimano e come oggetto della narrazione ci sarebbero le forti e pesanti accuse del padre contro il ragazzo che avrebbe cercato con messaggi e vocali su WhatsApp di carpire sua figlia con fini sessuali.

Avances e apprezzamenti sessuali alla ragazza 13enne

La vicenda, riportata interamente e in esclusiva da Il Messaggero, riprende il punto di vista della vicenda del padre coinvolto in questa turpe storia.

Secondo quanto è possibile apprendere, tutto avrebbe avuto inizio quando il papà della 13enne avrebbe iniziato a scorgere in lei atteggiamenti strani, confusionari legati soprattutto all’uso dello smartphone. Preoccupato e insospettito dal fare della figlia, l’uomo avrebbe deciso di intervenire prendendo in mano quel cellulare e leggendo quello stava accadendo alla 13enne.

Sul telefono ci sarebbero stati numerosi messaggi sia scritti che audio in cui il ragazzo, un minorenne come la figlia, avrebbe avanzato pesanti apprezzamenti e inviti a sfondo sessuale nei confronti della ragazzina. Un agire che ha impensierito il padre della ragazza, timoroso che la figlia potesse subire presunte ed eventuali violenze sessuali.

Decisosi ad agire alla luce di quanto scoperto, il padre della ragazza avrebbe cercato il giovane e rintracciato lo avrebbe incontrato. Qui, le due versioni dei fatti non collimano affatto e anzi, entrano del tutto in contraddizione l’una con l’altra.

L’incontro tra il padre e il ragazzino

Secondo quanto sostenuto dal padre, l’uomo avrebbe incontrato il ragazzino chiedendogli di smetterla di contattare la figlia e di fronte a queste parole, il ragazzino avrebbe così replicato come riportato da Il Messaggero: “Io tua figlia la sbatto e la violento, tu non mi puoi fare niente perché sono minorenne, non mi puoi toccare, faccio quello che mi pare perché non sono punibile“.

Di fronte a ciò, l’uomo non avrebbe reagito ma avrebbe chiuso lì il discorso, andandosene con una “pacca sulla spalla” e la rinnovata raccomandazione di smetterla. Versione però che non combacia con quanto riportato invece dal ragazzino che dopo quell’incontro si sarebbe rivolto ai medici dell’ospedale di Terni per farsi medicare dopo quel vis-à-vis che non sarebbe stato pacifico ma violento e durante il quale il padre della ragazza lo avrebbe minacciato e aggredito.

Denunciato il padre, denunciato il ragazzino

Il padre della ragazza, che racconta una versione diversa, avrebbe raccontato di aver scoperto con stupore di essere stato denunciato dal ragazzino proprio per lesioni e minacce. Quell’incontro, come riportato da Il Messaggero, secondo il padre sarebbe stato visto anche da un poliziotto che in quel momento si sarebbe trovato in libero servizio. Di contro, una denuncia esposta dallo stesso uomo nei confronti del ragazzino, presentata al Tribunale dei minori per violenza sessuale aggravata, sostenendo che quella denuncia nei suoi confronti non sarebbe altro che una ripicca falsata nei suoi confronti da parte del ragazzo dopo aver ricevuto l’invito a finirla con le presunte vessazioni alla figlia. Insieme all’avvocato, il padre ha presentato una lunga serie di screenshot e audio che il ragazzo avrebbe inviato alla figlia mentre è atteso oggi al Tribunale di pace dove è chiamato a difendersi dalle accuse mosse contro di lui dal ragazzino.