ragazze in discoteca

Sarebbero 3 le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di una 19enne in una discoteca in provincia di Firenze. È la novità, riportata dall’Ansa, che si abbatte nel caso della ragazza deceduta per un mix di alcol e droga in un locale notturno di Sovigliana a Vinci, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 ottobre scorsi. Le ipotesi a carico degli indagati sarebbero morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

Morta in discoteca: 3 indagati

Secondo quanto riporta Ansa, sarebbero 3 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Firenze per la morte di una 19enne livornese in una discoteca di Sovigliana a Vinci.

Tra le persone iscritte nel registro notizie di reato figurerebbero il legale rappresentante del locale in cui è avvenuto il decesso, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 ottobre scorsi, e il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga alla vittima.

Il fascicolo a carico dei 3 indagati sarebbe stato aperto per ipotesi che vanno da morte in conseguenza di altro reato a spaccio di sostanze stupefacenti. Il pusher risulterebbe irreperibile.

Nella fattispecie, al legale rappresentante sarebbe contestato il fatto di non aver impedito quanto avrebbe giuridicamente imposto dalla sua qualifica: il presunto spaccio di droga che, stando alla ricostruzione finora compiuta dagli inquirenti, avrebbe condotto la giovane studentessa alla morte.

Ipotesi su mix letale di alcol e droga

Si attendono gli esiti dell’autopsia che sarà condotta sul corpo della 19enne, su incarico conferito dal pm titolare dell’inchiesta, Fabio Di Vizio. Secondo una prima ipotesi investigativa, potrebbe essere morta in seguito all’assunzione di un mix letale di alcol e droga.

All’arrivo dei soccorsi, secondo quanto riportato da Adnkronos, per la ragazza non c’era più nulla da fare. Il malore l’avrebbe colpita all’interno della discoteca mentre si trovava in compagnia di alcuni amici, che avrebbero immediatamente allertato il 118, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani.