carcere

La Corte Costituzionale ha deciso ieri sulla legittimità dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario che stabilisce per alcuni reati la non concessione di permessi premio a quei condannati che non collaborano con la giustizia. La Corte ha dichiarato illegittimo l’articolo 4 bis, comma 1. Sul comunicato stampa si legge: “La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede la concessione di permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia“. La decisione arriva dopo che lo scorso 13 giugno, l’Italia era stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo che aveva ritenuto che il “fine pena mai” violasse il terzo articolo della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Chi sono quindi i condannati che potrebbero beneficiare dei permessi premio?

Chi potrebbe beneficiare del permesso premio

Stando a quanto spiega il Corriere, la lista di condannati che potrebbero beneficiare del permesso premio ora comprenderebbe anche boss mafiosi. Tra questi, Leoluca Bagarella, fratello di Antonietta Bagarella, e Giovanni Riina, figlio di Salvatore Riina e Antonietta Bagarella. E ancora, Filippo e Giuseppe Graviano, Michele Zagaria, Raffele Cutolo.

Cosa succede ora

Dopo la decisione della Corte, i giudici ora si trovano nella posizione di poter decidere se dare un permesso premio a un condannato che non ha collaborato, verificando che ci siano almeno tre condizioni: primo, la “piena prova di partecipazione” al percorso rieducativo previsto dal carcere; devono esistere elementi che possano testimoniare che il condannato non partecipi ancora ad attività criminali; ultimo, la mancanza della possibilità che che si ricreino quei collegamenti criminali.