Salvatore Buzzi

A pochi giorni dalla sentenza della Cassazione, che ha fatto cadere l’accusa di mafia nel processo Mondo di Mezzo, parla Salvatore Buzzi. L’uomo, assieme ai suoi legali, si è detto contento per la sentenza e ora aspetta il riconteggio della pena.

Presto l’istanza di scarcerazione

Salvatore Buzzi non trattiene la gioia. Dopo che nel settembre 2018 la Terza Corte di Appello di Roma aveva riconosciuto l’associazione mafiosa per lui e Massimo Carminati, si era tornati a parlare di Mafia Capitale. Adesso, invece, con la sentenza della Cassazione gli si imputa “solo” l’associazione a delinquere. Per Buzzi, significa poter avere un riconteggio della pena e chiedere anche l’istanza di scarcerazione.

La speranza per lui è il dimezzamento della pena.
L’incubo è finito, voglio uscire da questo inferno dietro le sbarre e tornare a casa”, sono queste le prime parole di Buzzi a Adnkronos, in presenza dei suoi avvocati Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro. E continua: “Dopo oltre 4 anni vedo di nuovo la luce, ho un futuro davanti a me”. Salvatore Buzzi spera ora di poter tornare dalla famiglia e a ridare un’altra immagine di sé: “Avevano costruito giudiziariamente e mediaticamente un’immagine distorta di me”.

Il ruolo della politica

Parla a ruota libera, Salvatore Buzzi, e passa anche al contrattacco: “La Cassazione non ha condannato soltanto me, ma ha condannato soprattutto la politica che mi spremeva per farmi lavorare”.

Proprio nei confronti della politica riserva le parole più dure: “Erano loro, non io, a chiedere favore e soldi. Per lavorare dovevo pagare, ma la mafia non c’entrava, non c’era”.
Buzzi è comunque colpevole di associazione a delinquere, una serie di errori che non a mai nascosto dal momento dell’arresto, il 2 dicembre 2014: “Io ho sbagliato, e ho confessato i miei sbagli e ho pagato tutto. Hanno scritto un film su me e Carminati e non hanno raccontato la verità su un male che attanaglia Roma da sempre: la corruzione”.

Il pensiero, ora va a quando potrà riunirsi con la sua famiglia: “Ora chiedo di riabbracciare mia moglie e mia figlia, anche loro vittime di questo stramaledetto sistema giudiziario-mediatico”.

La nuova Tangentopoli

L’avvocato di Buzzi, Alessandro Diddi, è certo che una pena del genere in Italia non si sia mai vista, quindi è fiducioso sia per un abbassamento, sia per una scarcerazione nel più breve tempo possibile. “Ho fatto un po’ da cavia per un esperimento – si legge su Il MessaggeroSto pagando quello che si è scatenato sul piano mediatico”.
Quello che stranisce Buzzi, tuttavia, è che sia stato ritenuto alternativamente un imputato credibile e non: “Le mie parole valevano solo quando confermavo, ma non quando dicevo cose nuove. Poteva essere una nuova tangentopoli”. Su questa nota gli fa eco l’avvocato, che commenta: “È passata tangentopoli ma il mondo è rimasto come era all’epoca”.
La sentenza della Cassazione, ora, ha cambiato parecchio le carte in tavola: non più Mafia Capitale, ma Corruzione Capitale al massimo. Con l’ombra della politica sempre alle spalle. Su questo, Buzzi dichiara ad Adnkronos: “Da dietro le sbarre a volte mi veniva da sorridere: gente di opposti partiti che si ammazzava e diceva peste e corna l’uno dell’altro per questa inchiesta, adesso vedo che la pensa allo stesso modo”.