tomba bambino

Hanno preso i cornicioni, o quel che ne restava, di 100 bimbi morti e li hanno tolti dalle loro tombe. Hanno preso tutto ciò che era stato posato sulle loro lapidi (giochi, peluche e fotografie) e l’hanno infilato in uno scatolone.

È successo a Monza dove il caso è nato attorno alla terribile vicenda di 5 famiglie che non sono state avvisate di quanto accaduto e non hanno più trovato le tombe dei loro piccoli quando sono andati a trovarli.

Al posto delle tombe, solo terra smossa

Nel campo 8 del cimitero comunale di Monza vengono seppellite le salme di bambini fino a 8 anni d’età.

Il Comune ha predisposto, per 100 di queste salme, il trasferimento in ossario: fonti locali riportano che il cimitero si sarebbe occupato del trasferimento delle ossa in modo corretto, stilando una lista dei nomi dei piccoli defunti e le relative famiglie e affiggendo il comunicato nella bacheca in cimitero. Da quell’elenco, però, per via di un errore informatico sarebbero spariti i nomi di 5 bambini.

Roberto Scanagatti, ex Sindaco ed oggi consigliere comunale, ha dichiarato ad Ansa: “Mi hanno telefonato alcuni genitori di bambini per segnalarmi l’accaduto un cittadino mi ha raccontato che sua madre, la nonna, si è sentita male arrivando in cimitero e scoprendo che la tomba del nipotino non esiste più”.

Una procedura corretta (ma sterile)

La procedura, ovvero il semplice affiggere un elenco a una bacheca che molti potrebbero non aver visto, è stata ritenuta corretta ma molto fredda: “Sostengono di aver pubblicato un elenco e affisso manifesti, quando sarebbe stata doverosa una lettera ad ogni famiglia (…) Sono certo che di quelle cento famiglie nessuno sapesse nulla“.

Il Sindaco ha chiesto scusa per l’accaduto, come riporta il Messaggero: “Sono sconcertato e addolorato per quanto accaduto, sto cercando di ricostruire l’iter degli eventi, quei cinque nomi esclusi dalla lista pubblicata in rete sono dovuti ad un bug informatico e forse alla mancanza di quel pizzico di cuore in più nel lavoro di chi si è occupato dell’avviso, che non ha notato la mancanza di cinque nomi da un elenco numerato”.

L’idea è quella di rimediare magari cercando di ricordare i piccoli all’interno del cimitero, nella zona del giardino.