il muso di un cervo

Aveva 66 anni Thomas Alexander, il cacciatore finito in questi giorni sulla prima pagina della cronaca statunitense. L’uomo si trovava a Yelville, in Arkansas, e credeva di aver ucciso un cervo dopo avergli sparato. Una credenza che però non era reale e che gli è costata la vita.

Spara al cervo ma l’animale, ancora vivo, lo aggredisce

È una vicenda drammatica quella che è arrivata oltreoceano e che è stata riportata dal Washington Post. Aveva 66 anni, come detto poco sopra, il cacciatore che ha perso la vita negli Stati Uniti dopo aver creduto di aver ucciso un cervo. Il tutto è accaduto in un bosco non lontano da Yelllville e ad avvertire parenti e soccorsi di quanto stava succedendo sarebbe stato lo stesso 66 anni, usando le ultime forze rimaste a sua disposizione.

Carica e incorna il cacciatore che voleva ucciderlo

L’uomo, un cacciatore da lungo tempo, era appena riuscito a cacciare e ad uccidere – come credeva – un cervo. Avvicinatosi all’animali accasciato a terra e credendolo privo di vita, l’uomo però ne è rimasto a sua volta vittima. Il cervo infatti, ancora in vita, è riuscito a sorprendere il cacciatore che ignorava l’ipotesi che potesse essere sopravvissuto al colpo, e lo ha aggredito.

Caricato il 66enne, poche incornate sarebbero bastate al cervo per uccidere l’uomo. Ancora a terra, con profonde ferite e poche forze, il 66enne avrebbe quindi provato ad allertare i soccorsi morendo però ancora prima che l’elisoccorso riuscisse a raggiungerlo.

Nessuna autopsia sul 66enne

Sul corpo del 66enne è stato deciso di non disporre un’autopsia classificando il tutto come un incidente: non si verrà dunque mai a sapere se siano state le ferite che effettivamente hanno uccido Alexander o se un probabile infarto che potrebbe aver avuto il 66enne una volta accortosi che il cervo non era davvero morto e concretizzato dunque il pericolo.