uomo alla scrivania

Con “sindrome dell’impostore” ci riferiamo ad una situazione mentale che rende insicure le persone capaci, a tal punto da generare in loro un’autocritica così eccessiva da convincerli di essere degli incompetenti.

Sindrome dell’impostore: quali sono i sintomi?

Nonostante i continui riconoscimenti in merito al proprio lavoro, ai traguardi e successi raggiunti con impegno e fatica, chi soffre di tale sindrome non riesce a sentirsi degno e meritevole della posizione che ricopre. Pare proprio che gli affetti dalla sindrome dell’impostore non riescano a godersi i risultati positivi che non contribuiscono a migliorare il loro stato d’animo.

Ciò che provano, precisamente, è un continuo senso di inadeguatezza, provocata da una (forse troppo eccessiva) autocritica, che inevitabilmente genera una ancor più grande paura di sbagliare e di deludere chi si ha di fronte, che si crede sia, invece, sempre nel giusto.

Secondo quanti soffrono di questa sindrome i risultati raggiunti (specialmente in campo lavorativo e/o accademico) sono dovuti a fattori esterni. Questi soggetti sono definiti appunto degli impostori perché, a parer loro, il successo ottenuto è solo frutto di una buona dose di fortuna. Inoltre, il timore maggiore che provano e che provoca loro malessere è che prima o poi gli altri, più qualificati di loro, scopriranno i limiti che “celerebbero”.

Uno studio degli ’70, ma oggi più attuale che mai

Lo studio in merito a questa particolare condizione mentale risale alle fine degli anni ‘70 ma sembra che al giorno d’oggi, la nostra società, ne sia ancora più colpita. Le prime a portare al centro del dibattito pubblico questo fenomeno furono due psicologhe, Pauline Clance e Suzanne Imes.

Mancanza di autostima e sindrome dell’impostore

La sindrome dell’impostore è quindi alimentata da una mancanza di autostima. Nick Schubert, assistente ricercatore e coordinatore al Royal Ottawa Mental Healt Center, nel 2017 ha analizzato la stretta correlazione tra la presenza di tale sindrome in determinati soggetti e la mancanza di autostima degli stessi.

Afferma inoltre che ad esserne colpiti sono, in particolar modo, i professionisti di successo. Questi ultimi, pur avendo alle spalle molti studi ed esperienza, non si sentono sufficientemente capaci e adatti a svolgere il ruolo che ricoprono.

Un fenomeno opposto: l’effetto Dunning Kruger

Nel 1999 è stata studiata una condizione mentale che produce l’effetto inverso: parliamo del cosiddetto effetto Dunning e Kruger. Affrontato dai due psicologi e ricercatori della Cornell University, dai quali prende il nome, tale fenomeno è l’esatto opposto della sindrome dell’impostore.

Si tratta di una situazione mentale che porta gli individui che ne sono “affetti” a non rendersi conto né dei propri limiti né dei propri errori. Dunque, se precedentemente i soggetti in questione erano persone capaci ma non consapevoli delle proprie competenze, in questo caso ci troviamo di fronte ad incompetenti che tendono a sopravvalutarsi.