Big Ben e cartello Underground

Arriva il ‘No’ della Camera dei Comuni sulla mozione del governo di Boris Johnson presentata per ottenere elezioni politiche anticipate al 12 dicembre. Solo 299 i voti favorevoli incassati contro i 434 necessari, ma Johnson ha annunciato un progetto di legge da sottoporre al vaglio dei deputati già il prossimo martedì.

Voto anticipato: bocciata la mozione di Boris Johnson

La mozione presentata dal governo Johnson per ottenere il voto anticipato al 12 dicembre è stata respinta dalla Camera dei Comuni, e la bagarre sulla Brexit si alimenta nuovamente.

L’opposizione laburista non ha dato il suo ok e questo ha determinato il mancato raggiungimento del necessario quorum di due terzi.

Una posizione che ha fatto saltare i disegni prefigurati dal premier britannico anche in altre 2 occasioni.

Il governo dei Tory ha davanti a sé l’ipotesi di sostenere LibDem e Snp, partiti di opposizione favorevoli al voto anticipato. Sebbene questi ultimi intendano arrivare a elezioni in una data differente da quella individuata dal premier (il 9 dicembre), l’orizzonte prossimo agli occhi del governo potrebbe essere proprio questo.

Terzo no per il premier

Si tratta della terza bocciatura a una mozione per il voto anticipato avanzata dal governo del premier Boris Johnson. Il 4 settembre scorso aveva incassato 298 sì, il 9 settembre sono stati 293 e stavolta, secondo quanto riportato dalla BBC, 299.

Nella mattinata del 28 ottobre, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato su Twitter l’ok a una proroga flessibile sull’uscita: “I 27 Paesi Ue hanno deciso di accettare la richiesta del Regno Unito di una ‘flexextension’ fino al 31 gennaio 2020. La decisione sarà formalizzata con una procedura scritta“.

Questo comporta che il Regno Unito possa uscire in ogni momento, prima del 31 gennaio prossimo, qualora si ratifichi l’accordo di ritiro prima di quella data.