madrid protesta

La Spagna si indigna nuovamente per una sentenza su un caso di violenza sessuale, dopo quello della “Manada” di Pamplona. Il Tribunale Supremo, lo scorso giugno, aveva riconosciuto il reato di aggressione sessuale (l’equivalente dello stupro in Italia) per i 5 uomini, condannati precedentemente per abuso sessuale. Una sentenza che ha portato ad un processo di revisione della legge in Spagna, che distingue in base alla presenza di intimidazione o violenza. Nonostante il cambio di passo dettato dal Tribunale Supremo, una nuova sentenza arriva da Barcellona. Non è stata riconosciuta l’aggressione sessuale per una 14enne stuprata dal branco. La vittima, è motivata la decisione del giudice, si trovava in stato di incoscienza e per questo il gruppo avrebbe consumato “l’atto sessuale senza violenza o intimidazione“.

Spagna, stuprano in 5 una 14enne: condannati per abuso

La violenza sessuale avrebbe avuto luogo il 26 ottobre del 2016 a Bages, provincia di Barcellona. La vittima, di 14 anni, si trovava ad una festa di Halloween in una fabbrica abbandonata nella zona universitaria. Si sarebbe appartata con uno dei suoi aggressori, che conosceva, e avrebbe trovato altre sei persone (uno dei quali è stato assolto) che l’avrebbero violentata a turno. La ragazza avrebbe assunto alcol e fumato marijuana, da qui lo stato di incoscienza, ma avrebbe avuto dei flash della violenza.

Ha dichiarato che gli uomini l’avrebbero intimidita con una pistola, che gli imputati negano di aver avuto ma che sarebbe stata vista da un altro testimone. La vittima sarebbe stata abusata a turno, “15 minuti a testa“, sarebbero state le parole di uno degli stupratori. Un altro dei testimoni, che non avrebbe preso parte alla violenza, avrebbe raccontato che la 14enne gridava che le stavano facendo male.

Condannati per abuso non per violenza: scoppia la protesta

Il DNA di uno degli aggressori sarebbe stato trovato sulla biancheria della vittima, che il giorno dopo sarebbe andata in ambulatorio.

Tra gli accusati, 5 sono stati condannati a pene dai 10 ai 12 anni di prigione per abuso sessuale. La vittima è stata risarcita con 12mila euro. Una sentenza che ha scosso profondamente l’opinione pubblica spagnola dopo il caso della “Manada”.

La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha commentato: “Un’altra scandalosa sentenza di giustizia patriarcale che non vuole capire che solo SÌ è SÌ. Circa 63 organizzazioni hanno convocato una manifestazione contro la sentenza prevista il 4 novembre. Figure di spicco del movimento femminista e della politica continuano ad esprimere sui social la loro indignazione, chiedendo che si agisca contro una visione, giuridica e sociale, inaccettabile.

In copertina: Feminismos Madrid/Twitter 2018