alan kurdi

La Alan Kurdi ha iniziato a sbarcare le 88 persone a bordo nel porto di Taranto dopo 8 giorni di navigazione. Durante il salvataggio, svoltosi in acque libiche, la nave della missione congiunta di Sea Eye e Prom-Aid è stata attaccata da membri della Guardia costiera libica. Tra i migranti a bordo anche 9 minori non accompagnati.

Alan Kurdi arriva a Taranto: lo sbarco in corso

La Alan Kurdi, dopo essere entrata in acque italiane venerdì, attracca nel porto di Taranto. La nave ha atteso diversi giorni prima che arrivasse dal Viminale l’indicazione di un porto sicuro, nonostante a bordo ci fossero situazioni molto delicate.

Poco prima dell’entrata in acque italiane, la Guardia costiera aveva fatto sbarcare una giovane donna incinta. Inoltre, le condizioni meteo sono state delle più difficili, con forti raffiche di vento e mare grosso che persistono tuttora.

I migranti a bordo della nave della ong Sea Eye sono stati ricollocati: 60 saranno accolti da Germania e Francia, 5 dal Portogallo e 2 dall’Irlanda, mentre gli altri 21 rimarranno in Italia. In attesa di arrivare nei Paesi di destinazione saranno ospitati in un centro di accoglienza, dopo aver espletate le procedure di riconoscimento.

L’Asso Trenta soccorre 200 persone in fuga dalla Libia

Ieri Alarm Phone ha dato notizie di un salvataggio in acque internazionali.

Sono 200 le persone in fuga dalla Libia, dove i migranti sono detenuti in condizioni disumane. Il governo italiano proprio ieri ha dato il suo silenzio-assenso al rinnovo del memorandum con i libici, nonostante le proteste delle associazioni umanitarie e di parte della politica. “Le persone scappate dalla Libia non possono ritornarci“, scrive Alarm Phone dando notizia del salvataggio, “Devono essere portate in Europa“.

I migranti sono stati soccorsi dalla nave mercantile Asso Trenta, che opera in supporto delle piattaforme petrolifere. La nave, battente bandiera italiana, dovrebbe arrivare a breve nel porto di Pozzallo.

Immagine in copertina: Gorden Isler/Twitter