catherine deneuve

In queste ore sono in allerta i fan dell’attrice: Catherine Deneuve è stata colta da un malore quest’oggi ed è attualmente ricoverata in ospedale. Secondo le fonti locali l’attrice musa della Nouvelle Vague sarebbe in gravi condizioni.

Una delle ultime dive, Catherine Deneuve è stata protagonista non solo di grandi cult del cinema europeo, guadagnandosi il titolo di di femme fatale, ma, con le sue mitiche storie d’amore, è stata anche protagonista della cronaca rosa. Tra gli anni ’60 e ’70. Tanti gli uomini che non hanno resistito al suo fascino, da François Truffaut a Marcello Matroianni.

Un destino da diva

Quello della diva è stato, per Catherine Fabienne Dorléac , un destino già scritto.

Discendente da una famiglia di attori (suo padre Maurice era un noto attore) nata a Parigi nel 1943, terza di quattro figli è l’unica che sceglie di prendere il cognome della madre (l’attrice Renée Deneuve).

Il 1956 è l’anno del suo debutto, giovanissima, appena 13 anni, la Deneuve esordisce per André Hunebelle in Le Collegiali.

Gli amori di Catherine Deneuve

Bisognerà aspettare il 1962 per il film che la consacrerà a diva senza tempo, un lavoro di Roger Vadim. Il regista la vede nella pellicola del 1960 Les Parisienne e ne rimane completamente folgorato: è lei che vuole per il suo sensualissimo Il Vizio e La Virtù.

Vadim è l’uomo della svolta, non solo per la carriera ma anche per la vita di Catherine Deneuve. Sarà lui ad investirla del ruolo di donna magnetica, sensuale e fatale, che farà dell’artista un’icona inimitabile. La passione di Vadim per la Deneuve però andava ben oltre la macchina da presa: i due si innamorarono ed ebbero un figlio: Christian Vadim.

Da Vadim a Bailey

Intanto la fama della Deneuve cresce nel cinema europeo e cresce la sua immagine, intrigante e controversa.

La vuole Pierre Kast per Antologia Sessuale, mentre Roman Polanski la sceglie per il suo scandaloso Repulsion. Mentre la carriera prende il volo, la vita sentimentale subisce una brusca deviazione. La storia con Vadim naufraga senza speranza, mentre Catherine si innamora David Bailey, il fotografo che sposò nel 1965. Il matrimonio non durerà poi molto, appena 7 anni, nel 1972, infatti, divorziarono.

Intanto la sua fama cresce con pellicole dal calibro di Les creatures e L’armata sul sofà, dove lavora al fianco del suo carissimo amico Philippe Noiret. Sono questi gli anni di Belle De Jour, lavoro di uno dei massimi esponenti del cinema surrealista, lo spagnolo Luis Buñuel. Il film scandalo e vincitore del Leone d’Oro alla 32° mostra del cinema di Venezia vede una sensualissima Catherine Deneuve protagonista: la sua carriera è all’apice.

Con Truffaut e la Nouvelle Vague

Mentre l’amore con Bailey è agli sgoccioli, la Deneuve perde la testa per il maestro della Nouvelle Vague, François Truffaut. Quest’ultimo la dirige in La mia droga si chiama Julie al fianco del suo attore feticcio Jean-Paul Belmondo. La passione tra Catherine e François, brucia inesorabile, ma si spegne troppo in fretta. Lei è ancora sposata con Bailey. La rottura segnerà profondamente Truffaut che attraverserà un periodo buio, determinato da un conseguente esaurimento nervoso.

Da Hollywood all’Italia

Dopo una breve incursione ad Hollywood che la vede lavorare al fianco di attori del calibro di Burt Reynolds, Ava Garner e Jack Lemmon, la Deneuve torna in Europa e valica le Alpi. In Italia lavorerà per Ferreri, Monicelli, Risi, Citti, al fianco di attori come Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. E qui conoscerà Marcello Mastroianni, amore della sua vita. Quella per l’interprete della Dolce Vita è molto più di un’infatuazione. Catherine se ne accorge subito: è giunto stavolta il momento di divorziare dal fotografo Bailey. Nello stesso anno, il 1972, la diva dà alla luce la sua secondogenita, Chiara Mastroianni. La loro storia d’amore riempirà pagine e pagine di cronaca rosa, spesso messa sotto i riflettori, ma al contempo farà sognare il pubblico di tutte le generazioni.

L’ultimo Truffaut

Intanto nel lavoro instaura un altro sodalizio, quello con Gèrard Depardieu, con cui gira alcune pellicole (Vi amo, Codice d’onore). Sempre negli anni ’80 è protagonista dell’insolito horror Miriam si sveglia a mezzanotte, al fianco di Susan Sarandon. Questi sono anche gli anni dell’ultimo film girato con Truffaut, L’Utlimo Metrò, pellicola che le valse un premio César e un David di Donatello per la migliore interpretazione straniera.

Scelte ardite, sempre

Anche con il passare del tempo le scelte artistiche della Deneuve restano ardite e sfrontate. La candidatura agli Oscar arriva nel 1992, con Indocina. A quegli anni risalgono i lavori con Manoel De Oliveira (Il convento, Ritorno a casa e Otto donne e un mistero che gli valsero diversi premi). Nel 2000 invece sarà diretta da Lars Von Trier per il controverso Dancer In The Dark.