Donna addormentata

Scientificamente si chiama sindrome di Kleine-Levin, ma è meglio conosciuta come Sindrome della Bella Addormentata, dal nome della fiaba resa celebre dai Fratelli Grimm. Si tratta, in breve, di una malattia neurologica, che prevede, seppur l’origine non sia ancora ben nota, un sonno profondo e duraturo, fino a quasi due mesi. È accaduto a Sharik Tovar, diciassettenne di origine colombiana.

Solo 40 casi al mondo

Fino ad ora, si annoverano solo 40 casi di individui colpiti da questa sindrome. Secondo LiveScience, infatti, ad esserne vittime sembrano essere soprattutto gli adolescenti, intorno ai 16 anni, di sesso maschile (i maschi sembrano essere colpiti tre volte più spesso delle donne), che manifestano la malattia con una sonnolenza diurna eccessiva, alternata a momenti di ipersonnia che possono prolungarsi a lungo nel tempo.

La madre nutre Sharik con il biberon

Sharik è costretta a letto da mesi, in cui passa le giornate a dormire e la madre, per assisterla, ha dovuto lasciare il lavoro. Succede che durante i lunghi periodi di sonnolenza della ragazza, al risveglio (lungo spesso pochi giorni) questa perda totalmente la memoria, dimenticando, addirittura, il volto della madre. È il genitore a prendersi cura di lei, nutrirla e idratarla, servendosi il più delle volte di un biberon.

Una disfunzione di una parte del cervello

A differenza di quanto accade nella fiaba, i pazienti affetti da tale sindrome possono essere svegliati o possono svegliarsi da soli, di tanto in tanto, per far fronte a bisogni fisici. Secondo l’Organizzazione Nazionale per i disturbi rari, ad essere colpito da questa malattia è da 1 a 5 individui per milione, con una frequenza da 2 a 12 episodi all’anno. Le cause sono ancora ignote e per questo non è possibile stabilire quali cure effettuare per prevenirne la comparsa. Si ipotizza, però, che la probabile causa sia da ricercare nella disfunzione dell’ipotalamo, una zona del cervello, che ha, come funzione, quella di regolare impulsi come il sonno e la fame.