Cronaca

Sorelle morte in un incendio, la svolta dopo 4 anni: arrestato il fratello

Arrestato il fratello 68enne delle due donne morte in un rogo a Cerro Maggiore (Milano)
casa in fiamme

Era indagato per omicidio volontario dal marzo scorso, e sarebbe stato arrestato con l’accusa di aver appiccato l’incendio in cui sono morte le sorelle, avvenuto nel 2015 a Cerro Maggiore (Milano). È la novità che riguarda un 68enne che, secondo quanto riportato dall’Ansa, sarebbe ritenuto responsabile del rogo divampato nell’abitazione delle vittime. Il movente sarebbe legato a questioni di eredità.

Morte nel rogo della loro casa: arresto il fratello

È l’unico sopravvissuto all’incendio dell’abitazione in cui sono morte le sorelle, avvenuto il 13 aprile 2015 a Cerro Maggiore (Milano), e secondo gli inquirenti sarebbe stato lui ad appiccarlo.

Per questo il fratello 68enne, indagato dal marzo scorso per duplice omicidio volontario aggravato, è stato arrestato. Dalle indagini sarebbero emersi gravi indizi a suo carico, e sarebbe ritenuto responsabile della morte delle due donne di 68 e 70 anni.

La versione dell’uomo

La versione dell’uomo non avrebbe convinto gli inquirenti, e 4 anni dopo la tragedia è scattato l’arresto. Oggi 68enne, all’epoca dei fatti avrebbe dichiarato di aver fatto il possibile per salvare le sorelle, riuscendo a svegliarle ma non a tirarle fuori da quella trappola di fumo e fiamme.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il movente del gesto potrebbe essere legato a questioni di eredità. Dalle indagini sarebbe emerso il presunto timore del 68enne relativamente all’ipotesi di perdere i beni appartenuti a un altro fratello, deceduto qualche mese prima.

All’orizzonte ci sarebbe stata la prospettiva di lasciare il patrimonio ai nipoti, volontà che avrebbe precluso all’uomo l’accesso a un’importante eredità e che, secondo l’accusa, avrebbe potuto scatenare il piano omicida.

L’incendio è avvenuto intorno alle 2, nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2015, e l’attività investigativa dell’epoca si sarebbe assestata sull’ipotesi di un corto circuito.

L’opposizione all’archiviazione

Le nuove indagini, dunque, avrebbero messo in luce elementi che contrasterebbero con la ricostruzione di un incidente. A dare impulso al nuovo corso investigativo sarebbe stata l’opposizione presentata da un nipote delle vittime alla richiesta di archiviazione (avanzata dalla Procura di Busto Arsizio nei primi mesi del 2019).

Questo aveva portato all’avocazione del fascicolo da parte della Procura generale di Milano, con successivo nuovo sopralluogo sulla scena del rogo mortale.

Le ipotesi di reato a carico del 68enne sono di duplice omicidio volontario aggravato e incendio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il fine ultimo del fratello delle vittime sarebbe stato quello di ucciderle.

Dai rilievi condotti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, riporta il Corriere della Sera, sarebbe emersa la presenza di 3 punti di innesco: uno all’uscita delle camere da letto delle due donne, uno vicino al portone d’ingresso dell’abitazione e uno vicino al portone secondario che affacciava sul cortile interno.

A sollevare molti dubbi sarebbe stato anche il fatto che l’uomo è uscito praticamente illeso da quell’inferno, condizione che, nello scenario dipinto dall’accusa, non si sposerebbe con un suo tentativo di salvare le donne.

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