mucca in un allevamento

Ignobile e indecente quanto portato alla luce dalla Forestale di Brescia che con un blitz ha rotto il silenzio all’interno di un mero allevamento degli orrori in provincia di Cremona. Un intervento scatenato dalla denuncia della LAV.

Allevamento degli orrori a Cremona

Quanto denunciato dall’organizzazione è una vergogna, la testimonianza di una brutalità che avviene sul territorio italiano e che non ha nulla a che vedere con l’eccellenza, con il rispetto, con la rinomata fama di cui spesso gli allevamenti italiani godono. Il blitz della CC Forestale di Brescia ha portato alla luce quanto avveniva all’interno di un allevamento all’interno del quale si trovavano oltre 400 bovini costretti a vivere in condizioni oscene.

La denuncia della LAV e il blitz della Forestale

Nel comunicato stampa diffuso dalla LAV, si apprende del ritrovamento di vacche in agonia, abbandonate a sé stesse in fin di vita e lasciare morire. Non migliore la sorte di quelle che sono riuscite in queste condizioni a sopravvivere in un luogo “raccapricciante” dal punto di vista igienico-sanitario. “Non è ammissibile che al giorno d’oggi esistano realtà tanto gravi da arrecare inaudite sofferenze agli animali, con risvolti molto inquietanti in termini di sicurezza sanitaria e ambientale“, le parole di Roberto Bennati, il Vicepresidente LAV.

Nell’allevamento: blatte, vermi, escrementi

All’interno dell’allevamento nel Cremonese, i carabinieri hanno rinvenuto fosse comuni ma anche bovini malati, lasciati vivere e morire tra escrementi e vermi. Deplorevoli le condizioni delle cisterne di raccolta del latte all’interno delle quali sono state rinvenute anche blatte. Un quadro drammatico che ha comportato l’immediato intervento dei Carabinieri: 21 i bovini sequestrati in termini probatori mentre i restanti 400, come si apprende sempre dal comunicato della LAV, sono stati posti in fermo sanitario e affidati al sindaco di Cremona, Robecco d’Oglio. “Chiediamo la chiusura immediata e definitiva della struttura e la bonifica dell’aerea.

Se fosse confermata l’indiscrezione che esisteva un fascicolo aperto su questa struttura, le cui condizioni dunque dovevano essere già note alle autorità sanitarie locali, ci chiediamo come sia stato possibile non intervenire prima per mettere in sicurezza gli animali e l’area“.

L’appello al ministro Speranza per controlli regione per regione

Dalle parole del Vicepresidente LAV traspare anche con forza un appello alle autorità, in particolare al neo ministro della Salute Roberto Speranza al quale viene chiesto di convocare una Conferenza Stato-Regioni, sì da poter adottare un piano di controlli vasto e ampio che possa essere applicato in tutta Italiaper esaminare la situazione degli allevamenti regione per regione, un piano straordinario di controlli e la previsione di meccanismi di trasparenza sui controlli effettuati dai servizi veterinari delle ASL a titolo di rendicontazione annuale“. Si indaga intanto sull’allevamento nel Cremonese e come si rinviene dal comunicato, al momento i reati ipotizzati sarebbero due: maltrattamento di animali (544 ter C.p.) e l’abbandono di animali (727 C.p.).

È stata avanzata, sempre dalla LAV, la proposta di poter prendere in affido alcuni dei bovini ma insieme all’offerta arriva anche l’auspicio che qualora si procedesse con la chiusura dell’allevamento, il Sindaco trovi una soluzione diversa alla vendita o alla reintroduzione all’interno della filiera del latte e della carne dei bovini sequestrati.