Scienze

Dagli USA il test genetico per selezionare in vitro il “figlio perfetto”

Test del Dna per scartare gli embrioni meno validi: questa l'idea della startup americana che promuove la selezione in vitro
piedini di un neonato

Gattaca non è più fantascienza. Esattamente 4 anni fa, nel novembre 2015, la Corte Costituzionale ha decretato la legalità della selezione embrionale, procedimento scientifico attraverso cui è possibile scartare gli embrioni portatori di malattie.

Ad oggi, la Genomic Prediction, startup del New Jersey, pare abbia elaborato un test genetico in grado di stabilire quali embrioni fecondati in vitro possano risultare meno soggetti a determinate patologie: precisamente 11, alcune delle quali relative al diabete, alle neoplasie e all’ipercolesterolemia. Studiando il genoma, secondo lo studio, si può avere un’idea, secondo lo studio, di quella che potrà essere la resistenza dell’embrione agli agenti patogeni ed è proprio in base ai risultati del test che, secondo la startup americana, sarà possibile scegliere l’embrione che più aggrada i gusti dei genitori, dalla predisposizione patologica al quoziente intellettivo.

La selezione embrionale per un “figlio perfetto”

La MIT Technology Review, rivista scientifica del Massachussets, spiega che il test LifeView viene effettuato su un embrione di un giorno: la previsione genomica di quest’ultimo genera una statistica, denominata punteggio poligenico, che sarebbe in grado di fornire la classifica dell’inclinazione patologica sulla base della anomalie cromosomiche.

Al momento la startup è impegnata a promuovere il progetto attraverso la distribuzione di volantini e tramite il passaparola di eventuali clienti, il cui nome non è stato divulgato per ragioni di riservatezza. La società specifica che LifeView non è un test diagnostico e si esime dal garantire l’infallibilità patologica del figlio selezionato in provetta.

Le critiche mosse dagli esperti contro lo studio

Molte le critiche dei ricercatori del settore espresse sulla società, come quella di Graham Coop, genetista dell’Università californiana di Davis, così riporta Ansa: “Irresponsabile suggerire che la scienza sia arrivata a prevedere in modo affidabile l’embrione da selezionare per ridurre al minimo il rischio delle malattie.

La scienza non ci è ancora arrivata“.

Di contro, il capo della startup Nathan Treff, che ad una conferenza scientifica tenuta in Cina ha affermato che anche tutte le coppie dovrebbero sottoporsi alla fecondazione assistita per effettuare il test e avere la possibilità di scegliere l’embrione “migliore”: “Credo che questo sarà il futuro. Possiamo iniziare a ridurre l’incidenza delle malattie nell’uomo attraverso la fecondazione in vitro“.

Pare che il test sia stato ispirato dal film Gattaca: non si sa come andranno a finire gli esperimenti scientifici della startup, ma nel film il protagonista, geneticamente invalido, finisce per superare i propri limiti genetici vincendo la gara di nuoto contro il fratello, dotato invece di un perfetto corredo genetico. Dimostrazione che la perfezione scientifica è una proiezione artificiale superabile dalla forza di volontà.

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