ingresso del palazzo dell'AIFA

Danno alle casse dello Stato è quanto ipotizzano al momento i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Roma all’interno di un’indagine che tocca da vicino alcuni dirigenti dell’Agenzia italiana del Farmaco e alcuni membri pro tempore della Commissione consultiva e tecnico scientifica. Secondo quanto emerso da una prima investigazione, ci sarebbero state delle ingiustificate limitazioni” alla prescrivibilità di un farmaco più economico, l’Avastin, rispetto al Lucentis.

AIFA, la spinta verso un farmaco più costoso

Nel mirino dell’indagine della Guardia di Finanza di Roma, due farmaci: l’Avastin e il Lucentis. Si tratta di due farmaci equivalenti dal punto di vista terapeutico, come confermato da numerosi studi comparativi a riguardo, prodotti da due case farmaceutiche svizzere, la Novartis (produttrice del Lucentis) e la Roche (produttrice dell’Avastin).

Secondo quanto fatto emergere da alcune preliminari indagini della finanza in ambito dei due farmaci (entrambi destinati alla cura di patologie oculari nelle persone anziane) sarebbe stato messo in atto un favoreggiamento illecito.

Ipotesi di danno al Servizio Sanitario

Nella fattispecie, secondo quanto ipotizzano i finanzieri, fino al 2014 Avastin (il farmaco più economico) non sarebbe stato inserito nell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario Nazionale. Una “ingiustificata limitazione” che si sarebbe protratta sino al 2017, lasso di tempo in cui sarebbe stata disincentivata con limiti presuntamente imposti e illeciti la prescrivibilità di Avastin, a favore del commercio di Lucentis.

A pagarne le conseguenze, le casse dello Stato: “I due gruppi (Novartis e Roche. ndr) si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico. Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti“, riprende Ansa le parole scritte dall’Autority già nel 2014.

Interviene la Corte dei Conti

Questo accordo tra le due case farmaceutiche svizzere avrebbe avuto fortissime conseguenze a livello economico ai danni dello Stato: “Per il Sistema Sanitario Nazionale l’intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’anno“, ancora riprendendo l’Autority.

Secondo quanto ipotizzando dalla Guardia di Finanza, al momento, l’aggravio totalizzato sarebbe pari a circa 200 milioni di euro. I dirigenti dell’AIFA su cui sta indagando la Guardia di Finanza sono stati chiamati a fornire (eventuali) documenti che possano occorrere in loro difesa in merito alla Corte dei Conti sì da fronteggiare la pesante accusa ipotizzata: per farlo, come si apprende da Ansa, avranno 60 giorni di tempo.