La Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta ha confermato l’ergastolo per 2 boss e la condanna a 2 falsi pentiti nel processo Borsellino quater (Foto Wikimedia Commons)

La Corte d’assise d’appello di Caltanissetta ha confermato le condanne di primo grado per 2 boss e 2 falsi pentiti nel processo Borsellino quater. I boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino hanno visto quindi confermato l’ergastolo. Condanna a 10 anni invece per Francesco Andriotta e Calogero Pulci, i “falsi pentiti” accusati di calunnia. Per Vincenzo Scarantino, terzo imputato per calunnia, è scattata invece la prescrizione. La sentenza di conferma di oggi consente di ritenere accertata la responsabilità di tutti gli imputati, ma resta ancora più di un vuoto dietro l’artificiosa gestione dei falsi collaboratori.

Questo è un elemento altrettanto importante e che non può essere sottaciuto” ha sottolineato il sostituto procuratore generale di Caltanissetta Fabiola Furnari, rappresentante dell’accusa, scrive Il Fatto Quotidiano.

Confermate le condanne di primo grado

Il nuovo processo sulla strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992 si era aperto in seguito alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. Per i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati nel processo Borsellino quater per la strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della sua scorta, la Corte di Caltanissetta ha confermato la sentenza di primo grado: ergastolo.

I giudici hanno poi confermato la condanna per calunnia ai falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Per un terzo imputato per calunnia, Vincenzo Scarantino, i giudici hanno invece dichiarato estinto il reato per prescrizione.

Le dichiarazioni dopo la sentenza

 La conferma della sentenza di primo grado dimostra come, nell’ambito dei processi Borsellino uno e bis si sia consumato forse il più grave depistaggio della storia italiana hanno dichiarato gli avvocati Vincenzo Greco e Fabio Trizzino, legali dei figli di Paolo Borsellino, riporta Il Fatto Quotidiano.

Stando poi alle parole del procuratore generale Lia Sava, la vicenda non sarebbe da ritenersi conclusa qui. Ancora Il Fatto Quotidiano riporta la sua dichiarazione. “La sentenza conferma l’impianto e la ricostruzione fatta dalla procura di Caltanissetta. Adesso leggeremo le motivazioni di questa sentenza di secondo grado ma tutto fa pensare che l’impianto solido del primo verdetto sia stato in toto recepito. E questo significa ulteriori sviluppi delle indagini e la possibilità di arrivare a un Borsellino quinquies.