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Il rebus dell’ex Ilva continua a tenere banco all’interno del governo, dove si pensa alle varie soluzioni possibili per impedire lo spegnimento degli altiforni. Contro ArcelorMittal è stato presentato un esposto dei commissari straordinari alla Procura di Taranto perdanno all’economica nazionale. La battaglia legale è già partita a Milano, dove è in corso la causa civile per la rescissione del contratto.

Ex Ilva: i commissari ipotizzano “danno all’economia nazionale”

I commissari straordinari dell’acciaieria di Taranto hanno presentato un esposto basato sull’art. 499 del Codice Penale, riguardante la “Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione“.

Il reato inquadra un evento che abbia effetti dannosi sull’economia nazionale e prevede pene dai 3 ai 12 anni di reclusione. In queste ore si tenta di tutto per evitare che gli altiforni vengano spenti, il che comporterebbe la morte dell’Ilva.

L’azione legale è per il momento la strategia chiave per mettere i bastoni tra le ruote alla multinazionale indiana. Lo ribadisce Luigi Di Maio da Casoria, dove parla di “trascinarli in Tribunale per chiedere che si mantengano gli impegni.

A fine novembre dovrebbe pronunciarsi il Tribunale di Milano sul ricorso d’urgenza, che potrebbe imporre a Mittal di continuare la produzione. L’inizio del processo sul recesso invece dovrebbe aversi il prossimo maggio.

Le aziende dell’indotto: 60 milioni di debito

Le aziende dell’indotto domani sciopereranno a seguito del mancato pagamento delle spettanze per 60 milioni di euro. Lucia Morselli, ad di ArcelorMittal Italia, aveva promesso il pagamento dei crediti spalmati su 150 imprese con 6mila dipendenti totali. Il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, ha lanciato l’allarme: “ArcelorMittal Italia sta lasciando lo stabilimento di Taranto senza aver pagato le aziende dellindotto“.

Domani si terrà inoltre il consiglio di fabbrica dalle tre principali sigle sindacali dei metalmeccanici. Lo scopo è fermare il cronoprogramma di ArcelorMittal, che ha stabilito l’inizio degli spegnimenti degli altiforni dal 10 dicembre e che dovrebbe concludersi il 15 gennaio.