violenza domestica

Un 31enne inglese è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere dopo aver picchiato e tentato di gettare dalla finestra la fidanzata. La donna era anche incinta al momento dei fatti. L’uomo ha una lunga fedina penale, ma il giudice non ha potuto dare una pena più severa.

Le violenze domestiche

L’uomo si chiama Ashley Brazier ed è residente a Whistable (Regno Unito) e non è nuovo a episodi di violenza .
Secondo quanto riportato dal quotidiano locale KentOnline, Brazier è un uomo dalla corporatura muscolosa e un lungo passato di crimini e violenze. Sono 41 le condanne precedenti per reati che vanno dalle molestie, aggressioni, danni e ripetute violazioni degli ordini del tribunale.


La donna, di cui non è stato diffuso il nome, peserebbe invece solo 45 chili ed è vittima di numerose violenze dell’uomo. A giugno, Ashley Brazier l’avrebbe insultata, schiaffeggiata, sputatole in faccia e strappato capelli e vestiti per via di un messaggio ritenuto sospettoso. Il tutto, riportano i media locali, di fronte ad un bambino di 7 mesi. L’uomo avrebbe inoltre disperso le ceneri del padre della donna, morto da poco.

Un pugno le ha bucato un polmone

Nell’ennesimo ed ultimo episodio, a scatenare la rabbia dell’uomo sarebbe stato un like su Facebook da parte di un uomo.

Tanto sarebbe bastato per scatenare una brutale violenza. Ashley Brazier. Dopo vari insulti, l’uomo ha cercato di buttarla giù dalla finestra della loro casa al primo piano, ma la donna è riuscita a liberarsi.
Sfuggita alla defenestrazione, ha poi subito ulteriori gravi violenze: l’uomo l’ha sbattuta contro il muro e presa per la gola, quindi le ha tirato un pugno così forte da staccargli una costola, la quale ha provocato la perforazione di un polmone. L’ha poi spogliata e chiusa in una stanza.

Inflitta la pena massima

La donna è stata soccorsa dai medici del Queen Elizabeth The Queen Mother Hospital di Margate: sono stati necessari due drenaggi al polmone e durante le cure mediche la donna ha anche scoperto di essere era incinta.

Il caso è quindi simile a quanto accaduto a Catania il mese scorso. Nei successivi tre mesi, ha avuto difficoltà respiratorie, oltre che attacchi d’ansia, sindrome post traumatica da stress e insonnia. “Quello che è successo le ha rovinato la vita”, ha dichiarato la procuratrice Amy Nicholson. L’avvocato di Brazier ha provato a chiedere il rilascio, giocando sul turbolento passato di violenze domestiche dell’uomo.
Tuttavia, il giudice Rupert Lowe lo ha ritenuto “un rischio significativo per il pubblico” ma condannato solo a 3 anni e 9 mesi di prigione, la pena massima che i suoi poteri gli consentivano di dare. L’uomo, che secondo i media locali è apparso in tribunale con un occhio nero, ha detto di aver agito “per stupidità. Gli è stato imposto anche un ordine restrittivo: non potrà più frequentare gli stessi luoghi della donna, in futuro.