Elisabetta Trenta

Non accenna a diminuire la polemica contro Elisabetta Trenta. Come riportato dal Corriere della Sera vive ancora nell’alloggio assegnatole durante il suo mandato da Ministro della Difesa. Lei ha ribattuto prima su Facebook, quindi con un’intervista al Corriere stesso.

Il riepilogo della vicenda

Pochi giorni fa era scoppiato il caso. Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa nel governo giallo-verde, vive ancora nell’appartamento di San Giovanni Laterano assegnatole durante il suo mandato. Questo, secondo il Corriere della Sera, rappresenterebbe “una vicenda che imbarazza il dicastero ma soprattutto il M5S, da sempre schierato, almeno a parole, contro i privilegi”.


Sulla donna sono piovute pesanti critiche anche da parte del M5S stesso. Lei, tuttavia, ha subito rigettato le accuse di irregolarità, prima con un breve post di spiegazione su Facebook, quindi con un’intervista al Corriere della Sera .

La replica: “Tutto regolare”

Nel post pubblicato viene spiegato innanzitutto che ha fino al 5 dicembre per lasciare la casa, ma non intende farlo. Per lei, infatti, non c’è nessuna irregolarità nella sua permanenza lì. Viene spiegato che sì, lei non ne ha più diritto in quanto non è più ministra, ma l’appartamento è stato assegnato al marito, il Maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli.


Sull’uomo erano piovute polemiche dopo che, all’alba del suo insediamento, la Ministra Trenta ne aveva chiesto il trasferimento, in quello che per molti è sembrato un conflitto di interessi. La Trenta ha anche aggiunto, su Facebook: “per evitare ulteriori aggravi economici sull’amministrazione (a cui competono le spese di trasloco, etc.), è stato riassegnato lo stesso precedentemente concesso a me”.

Il chiarimento col Corriere della Sera

Ieri mattina il Corriere l’ha raggiunta telefonicamente per un ulteriore analisi della faccenda.

Elisabetta Trenta non ci sta: “Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà dei danni. È evidente che ormai sono sotto attacco”.
Nell’intervista sottolinea che “non ho chiesto subito l’alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell’aprile scorso. Ho resistito il più possibile nel mio”. Il suo appartamento è al Pigneto, quartiere di Roma non adatto alle esigenze di sicurezza di un Ministro perché “in quella zona si spaccia droga e la strada non ha vie d’uscita. Avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza”.


Tuttavia il problema non è l’assegnazione precedente, quanto il fatto che attualmente non ha intenzione di lasciare la casa. Il motivo è dovuto al marito, che “per il suo ruolo può avere quell’appartamento”. Una richiesta arrivata solo ora: “Quando sono diventata ministra, mio marito è stato demansionato. Ora ha di nuovo i requisiti”.

L’incarico del marito

Sotto la lente ora è finito il marito e in quanto tale la storia fa pensare ad un altro conflitto di interessi. Il Corriere insiste sull’appartamento di proprietà: “Ha diritto ad avere l’alloggio dove lavora. Invece l’appartamento di Roma al quartiere Pigneto è intestato soltanto a me. Finora è rimasto vuoto, non l’ho affittato e ci pago il mutuo”.
Per il Corriere, la richiesta del marito sarebbe stata agevolata, difficile negargli l’appartamento. La pensa diversamente Elisabetta Trenta, secondo la quale il marito è stato molto svantaggiato dalla sua nomina a Ministro. “É andato in un altro ufficio per motivi di opportunità perché ero convinta fosse giusto. Quando ho cessato l’incarico è stato reintegrato”, le sue parole.

La reazione del M5S

Nel frattempo, nonostante la Trenta abbia dichiarato di aver chiarito con Luigi di Maio, lo stesso a Non Stop New su RTL 102.5 ha dichiarato, questa mattina: “Questa cosa fa arrabbiare i cittadini e fa arrabbiare anche noi”. La specifica è alle battaglie contro i privilegi dei politici, cavallo di battaglia del Movimento.
Più duro il senatore Paragone, che su Facebook scrive: “Ex ministro Trenta, molli la casa!!! Che ca**o di riposta è: Non me ne vado, ho una vita di relazioni e mi serve l’appartamento più grande”. Più diplomatico il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, che al Corriere dichiara che sono stati avviati controlli ma che “Questo escamotage mi rattrista”.

AGGIORNAMENTO DELLE 16.00: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per avviare un’indagine conoscitiva sul caso, senza ipotesi di reato né indagati al momento.

Immagine: Lucaosti (Wikipedia) / Dimensioni modificate