Elisabetta Trenta vivrebbe ancora nella casa di quando era ministra, dopo averla assegnata al marito militare. Imbarazzo fra i 5 Stelle, ma lei respinge ogni accusa: "Tutto regolare" (Foto Facebook)

Imbarazzo fra i 5 Stelle in merito all’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Stando a quanto rivelato dal Corriere della Sera, l’ex titolare del dicastero della Difesa vivrebbe ancora nell’abitazione che occupava in qualità di ministra. Non ricoprendo più la carica, avrebbe dovuto lasciarla, specifica il quotidiano, ma Trenta avrebbe trovato un modo: assegnare la casa al marito militare. Luigi Di Maio ha immediatamente richiesto spiegazioni, scrive il Corriere. La Trenta ha poi personalmente respinto le accuse, sostenendo la piena regolarità della vicenda. Non è la prima volta che l’ex ministra Trenta finisce al centro delle polemiche.

Il J’accuse del Corriere della Sera

Poco dopo la nomina a ministra della Difesa, Elisabetta Trenta ha ricevuto un alloggio di servizio nel centro di Roma, vicino a piazza San Giovanni in Laterano.

Una volta caduto il governo e non ricoprendo più la carica, avrebbe dovuto lasciare l’abitazione, scrive il Corriere. Ma ciò non è avvenuto. L’ex ministra sarebbe riuscita infatti a mantenere l’abitazione facendola assegnare a suo marito, il maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli. Il Corriere lancia il suo j’accuse senza mezzi termini: “Una vicenda che imbarazza il dicastero ma soprattutto il M5S, da sempre schierato – almeno a parole – contro i privilegi”.

Il “livello 1” dell’alloggio sarebbe infatti decisamente superiore a quanto spetterebbe a suo marito, per il grado che ricopre. Per questo motivo, prosegue il Corriere, non si esclude la possibilità che la magistratura indaghi su possibili danni all’erario e sulla regolarità dell’assegnazione.

L’assegnazione dell’alloggio

Secondo il Corriere, la procedura di assegnazione dell’alloggio, con l’intestazione al maggiore Passarelli, sarebbe avvenuta ben prima della crisi del governo 5S-Lega. Secondo il regolamento del Ministero della Difesa, l’assegnazione degli alloggi di servizio si basa sul grado e le cariche ricoperte. Quello del maggiore Passarelli non sarebbe sufficiente per quella dimora. Intanto, la notizia ha subito alzato un polverone.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha immediatamente richiesto spiegazioni all’ex ministra Trenta, scrive Il Fatto Quotidiano. E lei, con una lettera indirizzata alla giornalista del Corriere che ha portato alla luce il caso, ha replicato alle accuse. L’ex ministra ha voluto poi pubblicare sul suo profilo Facebook la lettera integrale, di cui riportiamo alcuni passaggi.

La lettera dell’ex ministra Trenta

Da ministro ho chiesto l’alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza. L’alloggio è stato assegnato ad aprile 2019, seguendo l’opportuna e necessaria procedura amministrativa, esitata con un provvedimento formale di assegnazione da parte del competente ufficio. Quando ho lasciato l’incarico, avrei avuto, secondo regolamento, tre mesi di tempo per poter lasciare l’appartamento; termine ancora non scaduto (scadenza tre mesi dal giuramento del nuovo governo, vale a dire 5 dicembre 2019). Come è noto, mio marito è ufficiale dell’Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia. Pertanto, avendo mio marito richiesto un alloggio di servizio, per evitare ulteriori aggravi economici sull’amministrazione (a cui competono le spese di trasloco, etc.), è stato riassegnato lo stesso precedentemente concesso a me, previa richiesta e secondo la medesima procedura di cui sopra”.

Immagine in evidenza: Facebook, profilo ufficiale Elisabetta Trenta