Antonina Fontana

È giallo sulla brutale aggressione subita da una 74enne di Salemi, Antonina Fontana, che nella serata del 12 novembre scorso è stata massacrata di botte e gettata in un dirupo da 2 uomini a lei sconosciuti. Questo quanto raccontato dalla donna, ricoverata all’ospedale di Castelvetrano, che si sarebbe salvata dalla furia dei suoi aggressori soltanto perché l’avrebbero creduta morta. “Pugni e calci“, ha riferito l’anziana, sferrati con inaudita ferocia e che le avrebbero provocato fratture al naso e all’anca. Sul volto i segni di una terribile violenza.

Anziana picchiata a sangue a Salemi

Il caso di Antonina Fontana, anziana picchiata e gettata in un fosso da 2 misteriosi aggressori, è ancora un giallo su cui indagano i carabinieri della locale stazione di Mazara, coordinati dalla Procura di Marsala.

La donna, 74 anni, ha denunciato di essere stata massacrata di botte intorno alle 21 del 12 novembre scorso, quando 2 sconosciuti l’avrebbero fermata mentre tornava a casa, a bordo della sua auto, con il pretesto di una banale richiesta di indicazioni stradali.

La 74enne sarebbe scesa dal veicolo e a quel punto sarebbe scattata la violenza.

Uno degli assalitori avrebbe agito a volto scoperto, l’altro munito di passamontagna. Entrambi “con l’accento marsalese”, come ha raccontato la donna a Pomeriggio Cinque, potrebbero essere del posto o delle zone limitrofe.

Pensavano che fossi morta e se ne sono andati“, ha dichiarato l’anziana dal suo letto d’ospedale a Castelvetrano, sostenendo di essersi salvata per un soffio dalla furia dei suoi aguzzini.

Sarebbe poi riuscita ad allertare un nipote, lo stesso che l’aveva salutata circa 20 minuti prima dell’episodio balzato in testa alle cronache e che, con lei, è apparso in collegamento davanti alle telecamere di Barbara d’Urso.

Mi hanno dato tante botte sulla faccia – ha aggiunto la donna, che non esclude l’ipotesi che l’obiettivo fosse quello di ucciderla e poi mi hanno gettato in un dirupo. E hanno continuato a darmi delle botte“.

Mistero sui motivi dell’aggressione

Sappiate che se l’obiettivo è la sua eredità, donerà tutto in beneficenza“. È questo il messaggio del nipote di Antonina Fontana ai misteriosi aggressori della donna, diffuso durante la puntata di Pomeriggio Cinque del 18 novembre scorso.

A Salemi il giallo continua e non è chiaro se possano sussistere eventuali connessioni tra presunti dissidi familiari per questioni di eredità e quanto subito dall’anziana. Si starebbe indagando, infatti, anche nell’ambito di un tessuto di rapporti di parentela in cui, nel 2017, si sarebbe innescato un episodio violento.

Come lei stessa ha dichiarato, sarebbe stata protagonista di un’altra aggressione: “Fui presa a pugni in faccia“, ha raccontato la 74enne a Barbara d’Urso, spiegando che ad aggredirla, all’epoca, sarebbe stato un membro della sua famiglia.

Non si spiega chi possa aver compiuto l’aggressione che adesso l’ha vista finire in ospedale, come ribadito dal nipote: “Questa aggressione è un mistero ma faccio un appello ai responsabili: costituitevi“.

La donna è molto conosciuta a Salemi, perché artigiana particolarmente attiva nel panorama locale, e il suo giallo va a sommarsi ad altri che non sono ancora risolti e che, dal comune siciliano, hanno inondato le cronache nazionali. Non ultimo il mistero della fine di Angela Stefani, la donna scomparsa nel gennaio 2019 e del cui delitto è stato accusato l’ex compagno, Vincenzo Caradonna. Il corpo, però, non si trova.