luca sacchi

Le indagini sull’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso il 23 ottobre scorso a Roma, si infittiscono creando maggiori dubbi

Da un lato, gli avvocati Armida Decina e Paolo Salici, i legali della famiglia della vittima, hanno evidenziato come dall’autopsia sia emerso che Luca non assumeva sostanze stupefacenti. Dall’altro, invece, hanno portato alla luce ulteriori criticità. 

Parlano gli avvocati della famiglia di Luca Sacchi

Nella serata di ieri, giovedì 21 ottobre, i due avvocati sono stati ospitati da Bruno Vespa durante la trasmissione “Porta a Porta”, in onda su Rai 1. Così, hanno potuto avanzare le loro ipotesi: “Le indagini vanno un pochino a rilento.

Abbiamo due ipotesi: che si tratti di un errore di persona o che lui quella sera abbia scoperto qualcosa di losco, che non gli andava giù”. Dunque, secondo gli avvocati Decina e Salice, Luca Sacchi sarebbe stato ucciso perché “scomodo”: “Non potrebbe essere altrimenti, a meno che non ci sia stato un errore di persona”, hanno rimarcato.

In effetti, questa motivazione potrebbe spiegare l’eccessivo accanimento manifestato dai due assassini sul corpo del giovane. Tale eccesso di violenza è stato evidenziato dalle numerose lesioni rilevate dall’autopsia e compatibili con la mazza da baseball.

“Perché Anastasiya non ha nemmeno un graffio?”

Ed è proprio su quella mazza che i legali della famiglia Sacchi vogliono tornare.

In particolare, in riferimento alle percosse che la fidanzata della vittima, Anastasiya Kylemnyk, avrebbe subito, hanno affertmato: “Se Luca è stato colpito da una mazza da baseball e ha diversi lividi, perché Anastasyia non ha nemmeno un graffio? Chiediamo venga prelevato un campione genetico della ragazza”. 

In questo modo, hanno sottolineato ancora una volta la necessità di interrogare la ragazza e svolgere gli accertamenti necessari affinchè venga confermata la sua versione. 

Il dolore del papà di Luca

È passato quasi un mese dalla morte di Luca e il dolore del padre, anche lui presente nello studio di Bruna Vespa, si fa sentire: “Ho sognato Luca questa notte.

Ne parlavo con mia madre qualche giorno fa. Le ho chiesto perché non riuscissi a sognarlo. – ha rivelato Alfonso Sacchi – Mi ha detto: ‘Dicono che debba passare un mese perché diventi un angelo, poi si sogna’”.

Ha aggiunto: “Pensavo fossero dicerie del nostro paese, in Abruzzo. Ma stamattina alle 10 mi sono svegliato piangendo. L’ho visto nella stanza, gli ho chiesto che facesse lì, se non gli facessero male le braccia per i colpi ricevuti. Mi ha detto che stava bene, che si sentiva sollevato. ‘Voglio stare qua, non so se andrò in cielo’, mi ha detto, ‘ma fammi una cortesia: dì a mamma che non pianga più”.