Flavio Di Muro

Per Ovidio tutto si può nascondere agli occhi altrui eccetto l’amore e la tosse ma è anche pur vero che non tutti i luoghi e non tutte le situazioni sono consone a manifestare l’impeto dei propri sentimenti. Per quanto si possa benevolmente tacere sul gesto in quanto tale, è sicuramente discutibile il tempismo scelto dal politico Flavio Di Muro che, nel pieno dell’Aula della Camera dei deputati ha ritenuto opportuno anteporre le proprie vicende personali a quelle del Paese.

In Aula per il dl terremoto, ma l’attenzione scema

Situazioni, circostanze, rispetto per le istituzioni e rispetto per un Paese che all’interno delle Aule di Montecitorio deve essere al primo posto.

Entrare nel merito di quanto accaduto nell’Aula della Camera, innanzi al volto sbigottito di Roberto Fico, non è volontà di discorrere sull’episodio in sé ma raccontarlo entro un contesto che non dovrebbe ammettere personalismi fini a sé stessi.

La proposta di matrimonio di Di Muro

Nella fattispecie, si stava iniziando ad esaminare il decreto legge per la ricostruzione post terremoto, un argomento particolarmente delicato e serio che non ammette divagazioni. Il contesto però, all’interno dell’Aula, in pochi secondi viene ribaltato e sembra che la politica, la formalità e l’ossequiosità dei gesti siano del tutto avulsi entro un ambiente divenuto d’un tratto teatro dei sentimenti.

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Una proposta di matrimonio sicuramente peculiare quella avanzata in Aula dal leghista Flavio Di Muro che rompendo l’autorevolezza della discussione, ha voluto chiosare ex tempore: “In tutta questa attività noi tralasciamo i veri valori, tralasciamo le persone che ci vogliono bene, tralasciamo le persone che amiamo. Mi spiace interrompere i lavori di questa seduta ma abbiate rispetto per quello che sto per dire, per la mia persona e per quello la vita di un uomo. Questo per me è un giorno diverso, un giorno speciale“.

L’imbarazzo e lo sconcerto di Fico

Un po’ di imbarazzo sul suo volto, qualche sorriso sghembo su quelli dei compagni al suo fianco forse già consci di quanto stesse per accadere, e la mano nella tasca dei pantaloni per prendere un cofanetto entro il quale si trova un anello. Rivolgendo lo sguardo alla tribuna davanti a lui, la proposta: “Elisa, mi vuoi sposare?“.

Un momento sicuramente tenero e felice per la coppia, per l’uomo, ma quanto per il politico? Lo stesso Fico, di fronte alla digressione, ha voluto riportare immediatamente all’ordine l’Aula, invitando i colleghi a sorvolare su un felice momento che fa parte della vita privata di Di Muro ma che non ha modo né il diritto di intromettersi negli ambienti istituzionali.