galline in gabbia

Nell’immaginario comune una realtà più piccola può essere spesso associata ad una maggior cura, ad un’attenzione migliore ma la verità smascherata ancora una volta da Animal Equality dimostra che non è così. La verità è che le brutalità, a livello industriale quanto artigianale, avvengono. L’ennesima denuncia dell’organizzazione che ha avuto modo di testimoniare con video e foto quanto accade in un piccolo macello di polli.

Oltre l’orrore dell’industria, nei macelli artigianali

Dal macro al micro, le costanti sono le stesse. I pochi controlli e la mancanza, spesso, di un circuito di telecamere poste laddove dovrebbero esserci, come denunciato da Animal Equality, permettono agli operatori di compiere con estrema leggerezza i gesti più brutali.

Parliamo ancora una volta di macelli ma questa volta non quelli industriali ed intensivi ma realtà più piccole e confinate dove ci si aspetta – immaginando ed errando – che il rispetto possa essere maggiore. Una convinzione sfatata dalla denuncia di Animal Equality che dimostra invece come la vita di numerosi polli, fin dalle prime settimane di vita, all’interno di un macello artigianale sia atroce, infernale.

Stordimento obbligatorio ma non osservato

Dai video e dalle immagini se ne ricava un quadro spietato che va dalla mancata osservazione delle leggi sullo stordimento, che deve avvenire per normative prima della macellazione, alla totale mancanza di rispetto nel trattamento dei capi.

Sbalzati con noncuranza da una parte all’altra, più come oggetti che come animali, i polli al centro del video-denuncia di Animal Equality, vanno incontro alla morte percorrendo un calvario, un’escalation di violenza che ammette dolore e sofferenza anche e soprattutto non necessaria. Una realtà comune che spesso e volentieri non viene contrastata da controlli severi e che soprattutto non prevede – in Italia – delle penali. Trasgredire all’obbligo di stordimento dell’animale prima della macellazione infatti, in Italia significa andare incontro ad una sanzione solamente amministrativa che nella peggiore delle ipotesi – come si legge nel comunicato dell’organizzazione – ammonta a 6mila euro.

Guarda il video:

Animal Equality si propone di denunciare tutto questo attivando anche una petizione che al momento conta già oltre 180mila firme. “La sofferenza e il terrore provati da un animale all’interno di un macello vanno al di là di ogni immaginazione – si legge nel testo della petizione – E sono ancor più intensificati quando gli operatori degli stabilimenti non rispettano le norme esistenti, ignorando completamente gli standard già minimi che dovrebbero proteggere gli animali da estremi atti di crudeltà“.