medicina di genere

Nella giornata di ieri, mercoledì 27 novembre, si è tenuta a Roma la VII edizione del Libro Bianco, dal titolo “Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione”.

Questo volume è stato scritto e presentato dalla Fondazione Onda, ovvero l’Osservatorio nazionale sulla salute delle donne e di genere, grazie al supporto di Farmindustria. 

Cosa è la medicina di genere?

La Medicina di genere (o, più precisamente, genere-specifica) prende in considerazione come varie patologie, la loro diagnosi e terapia si differenzino tra uomo e donna, sia a livello di sesso biologico che di genere, sulla base delle ricadute sociali del genere stesso”, si legge nella Parte I del volume.

Donne e uomini, quindi, sono ampiamente diversi.

A riguardo, Francesca Marzagora, la Presidente della Fondazione onda, ha sottolineato: “Parliamo di medicina di genere quando non osserviamo solo le differenze biologiche tra i due sessi, che pure ci sono. Ma consideriamo anche i fattori ambientali, socio-relazionali, economici e culturali, che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione di uomini e donne”.

Verso il miglioramento del Sistema Sanitario

Inoltre, Walter Ricciardi, il Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, ha scritto nel Libro Bianco: “Non è una branca della Medicina, ma un approccio da applicare a tutte le discipline mediche.

Uno sguardo, quello di genere, che oltre a migliorare la qualità dell’assistenza, incide in modo positivo anche sulle spese”.

In tal senso, gli esperti sono concordi nel ritenere che un approccio gender-oriented, basato sulla necessità di calibrare l’offerta terapeutica e assistenziale sulla base delle differenze di genere, consente di avere un Sistema Sanitario qualitativamente più efficace.

Le differenze tra uomini e donne

Basti pensare che in Italia, sono 3 milioni le persone che soffrono di depressione. Tra queste, più di 2milioni sono donne. Il Libro Bianco riferisce: “Questa maggiore incidenza femminile ha cause biologiche (come il ciclo ormonale e l’effetto degli estrogeni) ma anche sociali, quali il ruolo della donna nella società, lo stress che ne scaturisce e la violenza di genere“. 

Diversamente, gli uomini risultano essere maggiormente soggetti a incorrere in malattie cardiovascolari, le quali però costituiscono la prima causa di morte delle donne. In tal caso, secondo il Libro Bianco, a influire in ciò vi sarebbe un impatto maggiore di alcuni fattori di rischio, come il diabete e il fumo.

Infatti, le ricerche hanno suggerito che, anche se le donne tendono a fumare meno degli uomini, per loro è sufficiente fumare un terzo delle sigarette consumate dall’uomo per contrarre tali malattie. In aggiunta, una donna con diabete risulta avere un rischio cardiovascolare superiore del 44% rispetto all’uomo con lo stesso scompenso. 

Le differenze di genere, però, si ritrovano anche nell’ambito lavorativo, sebbene il gap tra uomo e donna si stia riducendo. Da un lato, gli uomini tendono a denunciare maggiori infortuni. Dall’altro, le donne sembrano reagire diversamente allo stress lavoro-correlato, alle sostanze chimiche e denunciano malattie professionali legate, nel 90% dei casi, a problematiche dell’apparato osteoarticolare.

Un Paese all’avanguardia

Si ricorda che il 13 giugno 2019, il ministro della Salute Giulia Grillo aveva firmato il decreto che aveva disposto l’adozione del “Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere“. Dunque, l’Italia si è già posta come un Paese all’avanguardia in Europa.

Tuttavia, la concretizzazione della Medicina genere-specifica risulta essere caratterizzata da una strada ancora lunga. In effetti, alcune problematiche possono essere riscontrate nell’ambito lavorativo, in cui, per esempio, i dispositivi di protezione personale e l’ergonomia degli arredamenti dei luoghi di lavoro (altezza delle scrivanie, scaffalature) sono tarate sulla base del corpo maschile.