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Venerdì era arriva la conferma della condanna dalla Corte d’appello di Trieste per l’omicidio di Nadia Orlando. Ieri sera Francesco Mazzega, l’uomo che ha strangolato la giovane fidanzata, si è tolto la vita nel giardino della sua casa a Muzzana del Turgnano, poco dopo le 22. Il 38enne si trovava agli arresti domiciliari proprio perché era considerato a rischio suicidio, ma era attesa la decisione dei giudici che, se avessero inasprito le misure cautelari, l’avrebbe riportato in carcere.

Suicida Francesco Mazzega, l’assassino di Nadia Orlando

È stato trovato impiccato nel giardino di casa Francesco Mazzega, reo confesso per l’omicidio di Nadia Orlando il 31 luglio 2017.

Nonostante si sia tentata la rianimazione non c’è stato nulla da fare. Dopo aver cenato con i genitori, l’uomo ha deciso di compiere il gesto estremo.

Il giorno prima al 38enne era stata confermata in appello la pena a 30 anni di carcere per l’omicidio di Nadia Orlando, 21 anni, con cui aveva una relazione. Dopo aver strangolato la giovane a seguito dell’ennesima lite, Mazzega ha girato con il corpo di Orlando in auto per tutta la notte, prima di costituirsi al comando della Polizia Stradale di Palmanova.

Femminicidio: così è morta Nadia Orlando

Nadia Orlando, di Vidulis di Dignano, in provincia di Udine, è l’ennesima vittima di femminicidio, di quella violenza di genere di cui le donne sono le prime destinatarie.

La 21enne aveva conosciuto Mazzega nell’azienda dove entrambi lavoravano. Una relazione durata 2 anni con il 38enne, di cui i familiari della ragazza raccontano l’essere possessivo e le scenate di gelosia.

Dopo la decisione della ragazza di chiudere la storia, Francesco Mazzega l’ha strangolata nella sua Toyota. L’uomo, che ha confessato l’omicidio, è stato comunque assegnato ai domiciliari, una decisione duramente contestata dalla famiglia della vittima. La madre di Nadia aveva sottolineato come questa decisione potesse alimentare il senso di impunità di chi si macchia di tali reati.