niccolò bettarini

Niccolò Bettarini è stato colpito allo scopo di ucciderlo. Lo hanno dichiarato i giudici della Corte d’Appello di Milano nella sentenza che ha condannato tra i 5 e gli 8 anni i 4 giovani ritenuti responsabili dell’aggressione ai danni del figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura. Bettarini è stato aggredito il primo luglio 2018 davanti alla discoteca Old Fashion di Milano, alla fine di una serata tra amici.

Il primo grado le pene erano state lievemente superiori: cionondimeno, è stato riconosciuto dalla Corte che i colpi inferti dal giovane siano stati mirati a un’aggressione fatale.

Vivo grazie alla corporatura e agli amici

Ciò che avrebbe salvato Bettarini sarebbero stati i movimenti che è riuscito a fare durante l’aggressione per schivare i colpi, nonché la sua corporatura robusta e muscolosa e il fatto che alcuni amici si siano frapposti tra lui e l’aggressore per proteggerlo.

Se non fossero entrati in gioco questi elementi, forse sarebbe potuto accadere il peggio: chi lo ha aggredito “ha diretto, con sicura ed univoca volontà i colpi alla parte superiore del corpo”, puntando dunque a colpire gli organi vitali. I colpi erano dunque  “idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte”.

La corte D’Appello, lo scorso ottobre, ha ridotto lievemente le pene: per Davide Caddeo c’è stata una condanna a 8 anni di carcere, mentre per Albano Jakej la condanna è stata di 6 anni e 4 mesi.

La loro è stata considerata una violenza inaudita, di gruppo: “Evidente (…) che gli imputati, sull’onda emotiva destata dalla concitazione della lite, senza dubbio alimentata da rancori precedentemente emersi (…), oltre che dall’uso di sostanze alcoliche, abbiano riversato tutta la loro violenza sul Bettarini”.

Aggravante il fatto che non ci fosse alcun motivo neanche lontanamente valido per aggredire il giovane: “Rimasto vittima di una aggressione brutale per ragioni senz’altro prive di ogni valido, o anche solo comprensibile fondamento”.