celle di un carcere

A Torino si sta indagando su una serie di presunti reati di tortura in carcere. Alcuni agenti della Polizia Penitenziaria avrebbero infatti vessato dei detenuti in carcere per reati sessuali. Sono 6 gli arrestati, ma ora arrivano numerose altre denunce.

Gli abusi su detenuti per reati sessuali

L’inchiesta, riporta il quotidiano La Stampa, è partita dopo una denuncia della garante comunale dei diritti dei detenuti, Monica Cristina Gallo. Questa avrebbe raccolto la testimonianza di un detenuto circa alcune vessazioni e abusi subiti da alcuni agenti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
I fatti contestati risalgono ad un periodo tra aprile 2017 e novembre 2018.

Le denunce riportano di violenze e abusi su detenuti in carcere per reati sessuali. Gli inquirenti stanno indagando per capire se ci sono gli estremi per il reato di tortura. Perché sia così, infatti, la condotta e gli episodi violenti devono essere numerosi e non singoli.

Arrestati 6 agenti di Polizia Penitenziaria

L’indagine ha così portato al fermo di 6 agenti della Polizia Penitenziaria. Secondo le denunce riportate, sono responsabili di una condotta violenta nei confronti di specifici detenuti. La Stampa riporta alcuni degli episodi: detersivo versato sul materasso, mensole divelte dal muro, detenuti costretti a ripetere “sono una m***a” e visite mediche negate.

In un altro caso, un detenuto è stato costretto a stare in piedi e faccia al muro per 40 minuti. Una “condotta degradante” che squalifica la persona, secondo le parole riportate da La Stampa, ma “non inumana anche perché non premeditata“.

Decine di nuove denunce

Il Tribunale del Riesame ha quindi accolto la richiesta di revoca dei domiciliari per 2 dei 4 agenti che l’avevano richiesta. Gli altri, data la natura reiterata degli episodi, resterebbero indagati per il reato di tortura e abuso di autorità, non quindi per “trattamento degradante“.
La Stampa, inoltre, riporta che nell’ambito dell’inchiesta stanno arrivando decine di altre denunce da parte di altri carcerati.

Tutti questi avrebbero riferito al pm Francesco Pelosi altri fatti gravi avvenuti all’interno del penitenziario.
Sul caso si era espresso anche Matteo Salvini, che aveva espresso solidarietà agli agenti indagati. Il Corriere della Sera aveva riportato le sue parole: “Uno Stato civile punisce gli errori, se uno sbaglia in divisa sbaglia come tutti gli altri“. Tuttavia, aveva poi aggiunto: “Però che la parola di un detenuto valga gli arresti di un poliziotto a me fa girare le palle terribilmente“.