economia

In dieci anni, il mondo occidentale è stato letteralmente stravolto da alcuni cambiamenti in ambito economico-finanziario che hanno avuto forti impatti a livello mondiale.

La grande recessione: il disastro che ha travolto l’Europa

Se la crisi economica è iniziata negli anni ’10 (nel 2008 negli USA e in Europa nel 2009) è pur vero che gli effetti della cosiddetta Grande Recessioni si sono visti soprattutto tra il 2010 e il 2015, anni in cui l’Europa ha tentato, con politiche economiche severe, di riprendersi dal crollo.

Nel 2008, la crisi era nata per via di una bolla nel mercato immobiliare americano e alla devastante crisi del subprime.

A fronte della crisi statunitense ci fu una contrazione dell’attività economica nei Paesi che hanno rapporti con gli Usa (ovvero praticamente tutti!) che ebbe come conseguenze un aumento grave della disoccupazione.

Mario Draghi, l’uomo dell’Unione Europea

Se c’è un uomo che è stato per l’Europa e per l’Italia il simbolo degli anni tra il 2010 e il 2019, quest’uomo è Mario Draghi. Nel 2011 l’economista e banchiere italiano ha preso il posto di Jean-Claude Trichet ed è divenuto Presidente della Banca Centrale Europea.

Per circa 10 anni è stato un italiano a ricoprire una delle cariche più importanti del sistema economico mondiale, tanto che la rivista Forbes, nel 2018, lo ha messo al 18esimo posto nella classifica degli uomini più potenti del mondo. Il Quantitative easing, modalità con la quale la BCE può intervenire direttamente sul sistema economico e finanziario di uno Stato, è una sua realizzazione. Il Quantitative easing ha permesso alla BCE di acquistare titoli di stato dei Paesi dell’Eurozona.

Brexit: l’addio all’Europa

Come non ricordare poi tra i fatti economico-finanziari che hanno travolto il nostro mondo, la Brexit.

Ad indire il referendum che ha permesso ai britannici di scegliere tra leave o remain è stato, nel 2015, David Cameron, primo ministro. Subito dopo il referendum Cameron si dimise, e al posto suo arrivò Theresa May, che è rimasta in carica fino al 2019.

Se l’idea di Cameron all’inizio era semplicemente quella di dimostrare all’Europa che l’idea di un “leave” non era un’utopia, di modo da modificare i pesi sul piatto della bilancia nelle trattative, l’esito del referendum gli si ritorse contro.

A distanza di 3 anni un accordo sulla Brexit non è ancora stato trovato, ma ha fornito molti elementi a tutti i Paesi europei per comprendere quanto l’abbandono dell’Unione Europea sia un percorso più tortuoso di quanto si potesse immaginare.