Primo piano di Marcello Dell'Utri

Una serata al cinema, una cena al ristorante: è questo il sapore della libertà secondo Marcello Dell’Utri, che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti a margine della scarcerazione (dopo aver scontato oltre 5 anni di pena per concorso esterno in associazione mafiosa). Il primo giorno di libertà coincide con alcuni sentimenti espressi ai microfoni della stampa: “Sono frastornato dalla libertà, devo ancora abituarmi“.

Prime dichiarazioni di Dell’Utri

Marcello Dell’Utri parla da uomo libero e, dopo la scarcerazione, affida alcune considerazioni ai cronisti sulla svolta che lo ha visto protagonista dopo aver scontato oltre 5 anni di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.

Approfitto di questa vostra gentilezza per salutare tutti i miei colleghi carcerati che ho lasciato. Io mi sono liberato ma loro sono rimasti in galera, quindi saluto tutti affettuosamente“.

Alle domande relative al processo sulla presunta trattativa Stato – Mafia, in cui risulta ancora imputato, l’ex senatore di Forza Italia ha risposto con un ‘no comment’.

Il provvedimento di scarcerazione gli è stato notificato nell’abitazione di Milano 2 in cui si trovava ai domiciliari, e ha dichiarato di sentirsi “frastornato” dalla libertà.

Il punto di vista sulla libertà

Posso andare anche al cinema, se volessi, devo ancora abituarmi“, ha detto l’ex senatore, trincerandosi dietro un “non voglio rispondere” alla domanda sull’eventualità di sentire Silvio Berlusconi.

Sto un po’ meglio, vorrei andare al cinema, forse anche a mangiare in un ristorante. In fondo, poi, questa libertà cos’è? È questo, andare al cinema, andare al ristorante. Tutto qua“.

Nel nuovo capitolo di vita di Dell’Utri c’è spazio anche per il percorso di studi intrapreso recentemente all’Università di Bologna: “Lo proseguirò a casa.

Ho dato 7 esami, le commissioni di esame sono sempre venute in carcere, uno l’ho dato a Bologna, mi hanno consentito di farlo durante i domiciliari“.

In chiusura, la domanda di un cronista, “Possiamo dire che la mafia fa schifo?“, ha incassato questa risposta: “Quello lo dico io, non lei. Io l’ho sempre detto, lo so, fa schifo“.

Per il 12 dicembre prossimo è attesa l’udienza in cui si dovrà valutare se l’ex senatore FI è socialmente pericoloso e l’eventuale applicazione della misura della libertà vigilata.