marcello dell'utri primo piano

Era il luglio del 2018 ed era già trascorso un anno da quando Marcello Dell’Utri, più precisamente dai suoi legali, era stata avanzata la richiesta che l’ex senatore di Forza Italia potesse finire di scontare la sua pena ai domiciliari a causa delle sue preoccupanti condizioni di salute. Pena che domani Dell’Utri ha finito di scontare, tornando libero.

Marcello Dell’Utri libero, scontata la pena

Con oggi, Marcello Dell’Utri ha finito di scontare la sua pena e da domani potrà di nuovo considerarsi un uomo libero. Dal 2018 però, molti ricorderanno la richiesta – approvata – volta a far finire l’ultimo anno di pena a Dell’Utri non più in carcere ma ai domiciliari.

Una richiesta che era stata avanzata proprio a fronte delle sue precarie condizioni di salute, in deciso peggioramento. Anche l’ultimo anno è trascorso e domani, martedì 3 dicembre, Marcello Dell’Utri tornerà ad essere un uomo libero dopo la condanna a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’arresto nel 2014 dopo la fuga in Libano

Nella fattispecie, Marcello Dell’Utri venne arrestato il 12 aprile e condotto in carcere nel 2014 dopo quella che fu una fuga, seppur breve, in Libano, a Beirut. La fuga, nello specifico, avvenne a pochi momenti dalla sentenza pronunciata dalla I sezione penale della Corte di Cassazione che decise poi per la sua condanna e per l’estradizione in Italia, avvenuta nel 2013 del medesimo anno.

Il suo percorso in carcere iniziò in quel di Parma, nel regime di alta sicurezza, passando poi al carcere di Rebibbia. Una notizia, quella della fine della sua condanna, che arriva a distanza di qualche mese dalla prescrizione per il processo sulla loggia P3. In quel caso, l’ex parlamentare si trovava tra gli imputati accusati della violazione della Legge Anselmi, promulgata nel 1982.

Nonostante la fine della pena che lo rende nuovamente libero di poter lasciare la sua abitazione milanese, Marcello Dell’Utri e la giustizia non hanno ancora risolto tutti i conti.

Proprio Dell’Utri infatti risulta tuttora imputato nel processo sulla trattativa Stato – Mafia, il cui appello dopo la il primo grado, è ancora in corso.