i soccorritori all'hotel rigopiano

Amareggiati e delusi, questo è quello che provano sopravvissuti e familiari delle vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano, a seguito della decisione del gip del Tribunale di Pescara.

La struttura era stata travolta da una valanga il 18 gennaio 2017, un disastro caratterizzato anche da una serie di ritardi nei soccorsi che vengono imputati come la causa prima della morte di 29 persone.

La delusione del comitato Rigopiano

Sulla pagina Facebook Rigopiano, in attesa del Fiore, è apparso il messaggio del comitato di sopravvissuti e parenti delle vittime in merito alla decisione del gip di Pescara.

Apprendiamo con sommo dispiacere delle decisioni del gip Colantonio” si legge “Pur rispettando e accettando tale dispositivo, ci sentiamo in dovere di continuare la nostra battaglia a sostegno dei familiari che ci hanno creduto e che si sono opposti alle richieste di archiviazione”.

Le parole pubblicate sui social trasudano di amarezza e delusione, ma d’altro canto quanto deciso non viene visto come una sconfitta, tant’è che il post si conclude così: “Per noi non è una sconfitta perché leggendo bene le motivazioni, ci sono ottimi spunti giurisprudenziali per ritenere che le nostre idee sui fatti erano fondate”.

Tesi considerate incoerenti con i fatti

In un secondo post pubblicato sempre sulla pagina del Rigopiano, il comitato scrive della sentenza spiegando la vera natura del problema secondo loro. “Non è rappresentato dall’archiviazione in sé ma dalle tesi utilizzate dal giudice che sicuramente rispetteranno il codice penale e la procedura penale, ma non sono coerenti con la realtà dei fatti inoppugnabili.

Affermazione motivata con i fatti: “Nei giorni culminati poi nella tragedia di Rigopiano la regione era sommersa dalla neve sin dal 5 gennaio.

Ben tre allerte meteo una peggio dell’altra fino a quella del 15 gennaio. Tre province su quattro erano in ginocchio, trecentomila utenze senza elettricità per giorni. E il gip scrive che (il Core è stato convocato tempestivamente il 18 gennaio alle 15) nel giorno della tragedia. Il giorno dopo rispunta il sole su tutto l’abruzzo. C’è coerenza in tutto questo?

Un appello per la verità

Il post si conclude con quella che è la vera richiesta di coloro che al Rigopiano sono sopravvissuti e di quelli che invece nell’hotel della morte hanno perso tutto: “Prima dei responsabili di quella tragedia ci interessa la verità, ci interessa l’accertamento di tutti i fatti.

Rigopiano sembra una storia infinita, c’è sempre un pezzo di verità che viene a galla, siamo sicuri che non ci sia da aspettarsi qualche altro tassello?”