Rigopiano

Archiviazione per 22 indagati nell’inchiesta sul disastro dell’hotel Rigopiano, avvenuto il 18 gennaio 2017 e in cui morirono 29 persone. La decisione è del gip del Tribunale di Pescara. Escono così di scena, tra i nomi finiti nell’inchiesta, anche gli ex governatori della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi.

Archiviata la posizione di 22 indagati

Il gip del Tribunale di Pescara ha disposto l’archiviazione per 22 indagati nell’ambito dell’inchiesta sul disastro dell’hotel Rigopiano in cui morirono 29 persone, sepolte sotto la valanga del 18 gennaio 2017.

Non si ritiene che gli elementi investigativi indicati negli atti di opposizione (in quanto irrilevanti) possano incidere sulle risultanze investigative, precise ed esaustive, raccolte dal pm, non potendo sminuire le considerazioni da questi assunte nella richiesta di archiviazione e condivise da questo giudice.

Pertanto può affermarsi che le risultanze investigative non permettono di sostenere l’accusa in giudizio“. Questo quanto rilevato dal gip, secondo quanto riportato da RaiNews.

Tra i nomi che escono definitivamente dall’inchiesta figurano anche quelli di Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi, ex presidenti della Regione Abruzzo.

Tra le posizioni archiviate anche quelle di Federica Chiavaroli , ex sottosegretaria alla Giustizia e Tiziana Caputi, funzionaria della Protezione civile.

La decisione del gip di Pescara

La richiesta di archiviazione – a cui si erano opposti i parenti di alcune delle vittime – era stata avanzata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia.

Accuse cadute anche per Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Mahmoud Srour, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca, assessori che si erano succeduti alla Protezione civile.

Escono dal processo sul disastro, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, anche Enrico Paolini, ex vicepresidente della Regione Abruzzo, e l’ex direttore generale della Regione, Cristina Gerardis.

Archiviazione anche per Giovanni Savini, direttore del Dipartimento di Protezione civile nel 2014, Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa della Protezione civile, Antonio Iovino, dirigente del servizio di Programmazione attività della Protezione civile, Vittorio Di Biase, direttore del Dipartimento opere pubbliche (fino al 2015) e il responsabile del 118 Vincenzino Lupi.

Esce di scena anche il nome di Daniela Acquaviva, funzionaria della Prefettura di Pescara che balzò in testa alle cronache per aver risposto alla prima telefonata d’allarme fatta dal ristoratore Quintino Marcella.

Quest’ultima, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, resta imputata nel procedimento bis per il presunto depistaggio.

Il gip ha disposto l’archiviazione – per alcune delle ipotesi di reato – per l’ex Francesco Provolo, ex prefetto di Pescara, per Andrea Marrone, consulente incaricato per gli adempimenti in materia di prevenzione infortuni, Bruno Di Tommaso, legale responsabile della ‘Gran Sasso Resort & Spa’ e Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile.

*immagine in alto: fonte/Twitter Vigili del Fuoco, dimensioni modificate