
Voleva aiutare un ragazzino di 13 anni precipitato in un dirupo, ma è scivolato ancora più giù di lui, sbattendo la testa nei sassi, una, due, tre volte, finché non si è più rialzato. È morto così Luca Storti, 61 anni, sposato, padre di tre figli e fondatore del Salsomaggiore 2, il gruppo che in questi giorni stava facendo il campo di reparto proprio lassù, a Bosco di Corniglio, nel parmense, a 840 metri di altezza. Il ragazzino si è salvato, ma ha riportato ferite alle gambe e alla testa, e al momento è ricoverato in prognosi riservata in rianimazione pediatrica, all’ospedale Maggiore di Parma.

È successo tutto attorno alle 13. Il campo del Salsomaggiore — che ovviamente adesso è listato a lutto, tutti a casa muti e stravolti, ragazzini e capi — era in un prato in mezzo ai boschi, pieno di tende. Bisogna immaginarseli tutti lì sorridenti, con le promesse al collo, i guidoni, le gavette, le borracce e gli zainoni. All’improvviso il ragazzino scivola giù da una scarpata piena di massi, fracassandosi le gambe e sbattendo la testa. Storti — che era lì per dare una mano essendo un ex capo scout, nonché il papà di una delle responsabili del campo e di un altro ragazzino — subito si tutta per cercare di aiutarlo. Ma non ce la fa. E precipita ancora più giù, fino ad accasciarsi accanto al rigagnolo in fondo al dirupo.
Il dramma durante il campo scout e il dolore della comunità
Uno degli altri capi presenti — un ragazzo di 20 anni — chiama subito il Soccorso alpino, poi si cala e tenta di rianimare l’uomo lì disteso, ma non c’è niente da fare. «Il ragazzino si è fratturato una gamba e ha anche un brutta ferita alla testa, l’uomo ha provato a soccorrerlo solo che lui è precipitato più giù, purtroppo ha battuto più volte la testa coi sassi», spiegano dal Soccorso alpino. Sul posto arrivano anche l’ambulanza, due elicotteri del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. I figli dell’uomo quando scoprono quello che è successo si sentono male, e vengono a loro volta trasportati all’ospedale Maggiore di Parma in ambulanza.
Il sindaco di Corniglio Paolo Quagliaroli ha ancora la scena davanti agli occhi, alla sera: «Non ho potuto fare altro che vedere quello che non avrei mai voluto vedere — spiega commosso — quell’uomo era un genitore, i suoi figli erano lì. Hanno provato subito a rianimarlo, ma era finito in un rigagnolo stretto, non sono neanche potuti intervenire col defibrillatore, quando è arrivato il medico ha potuto solo constatare il decesso. Quando sono arrivato io avevano trasportato il corpo in un prato lì vicino».
A Salsomaggiore, spiega il sindaco Luca Musile Tanzi, Storti era «molto conosciuto, padre di tre ragazzi dai 25 ai 18 anni, lavorava per una ditta francese che vendeva mangimi e prodotti per animali. Era molto amante della fotografia, forse era al campo anche per fare delle foto. Sua moglie Paola è una consulente del lavoro molto nota in provincia». Si erano conosciuti proprio agli Scout da ragazzi, avevano da poco festeggiato i 41 anni di fidanzamento. Lo aveva ricordato Storti su Facebook un mese fa, postando una foto insieme a lei e scrivendo: «5 luglio 1985, 5 luglio 2026. 41 anni insieme, siamo solo all’inizio».


