
C’era un frate ingegnere che governava la chiesa più importante del mondo. Aveva sotto di sé centinaia di dipendenti, un Capitolo, la Fabbrica di San Pietro, la tomba dell’Apostolo e le chiavi di un potere che andava oltre la fede. Poi, in una mattina di ottobre, è arrivata una nomina che sa di addio, un trasferimento lontano da Roma, in una diocesi di provincia. Un gesto che in Vaticano ha un nome antico, promoveatur ut amoveatur, promosso per essere rimosso.
Papa Leone manda Gambetti a Chieti: via il cardinale che governava San Pietro
Papa Leone XIV ha nominato il cardinale Mauro Gambetti arcivescovo di Chieti-Vasto. Il frate conventuale, già custode del Sacro Convento di Assisi promosso cardinale da Papa Francesco il 28 novembre 2020, lascia dunque la Basilica di San Pietro, della quale era arciprete dal 20 febbraio 2021, la presidenza della Fabbrica di San Pietro e l’incarico di Vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano. Gambetti assumerà il nuovo incarico dal 29 novembre. Il dato politico ed ecclesiastico della nomina è difficile da mascherare. Una nomina che ha il sapore di una rimozione, di un promoveatur ut amoveatur, Gambetti è un cardinale che governava la basilica costruita sulla tomba dell’Apostolo, con una propria amministrazione, un Capitolo e centinaia di dipendenti, e va ora a guidare una diocesi lontana da Roma sino ad ora retta da mons. Bruno Forte.
Chi è il cardinal Gambetti, dal Sacro Convento di Assisi all’arcipretura di San Pietro
I rumors sulla rimozione del cardinale Gambetti circolavano da tempo. Oggi la decisione del Papa di trasferire il porporato in una sede lontano da Roma, nell’arcidiocesi di Chieti al posto di mons. Bruno Forte che va in pensione. Il card. Mauro Gambetti è nato il 27 ottobre 1965 a Castel San Pietro Terme, Bologna. Dopo la laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Bologna, nel 1992 ha iniziato il suo cammino nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Nel 1995 ha emesso i voti temporanei e nel 1998 quelli perpetui. Dopo il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Teologico di Assisi ha conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. È stato ordinato presbitero l’8 gennaio 2000 a Longiano, Forlì-Cesena. Ha ricoperto diversi incarichi, Animatore della pastorale giovanile e vocazionale per l’Emilia-Romagna dal 2000 al 2009 e Responsabile e Animatore della comunità religiosa, Guardiano, dal 2005 al 2009 nel Convento del SS. Crocifisso, Ministro provinciale della Provincia Bolognese di Sant’Antonio di Padova dal 2009 al 2013, Custode Generale della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi dal 2013 al 2017.
Contestualmente, il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Tadino l’ha nominato Vicario episcopale per la pastorale della Basilica Papale di San Francesco e degli altri luoghi di culto retti dai Frati Minori Conventuali nella medesima Diocesi. Nel 2017 è stato eletto Presidente della Federazione Intermediterranea dei Ministri provinciali dei Frati Minori Conventuali. È stato poi riconfermato come Custode Generale della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi per il quadriennio 2017-2021, incarico svolto fino al 31 ottobre 2020. Il 30 ottobre 2020 gli è stata assegnata la Sede titolare di Tisiduo con titolo personale di Arcivescovo ed ha ricevuto la consacrazione episcopale il 22 novembre 2020 presso la Basilica di San Francesco di Assisi. Papa Francesco l’ha creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 novembre 2020, della Diaconia del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano, e il 20 febbraio 2021 lo ha nominato Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro. Inoltre, il 2 giugno 2023 con decorrenza 1° gennaio 2024 Papa Francesco lo ha nominato Giudice della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano. È membro del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Significato politico della nomina di Leone XIV: una rimozione mascherata da promozione
Papa Leone XIV con questa nomina segna una discontinuità forte rispetto al pontificato di Bergoglio. Gambetti era considerato uno degli uomini più potenti del Vaticano, con un controllo diretto su San Pietro, una delle macchine organizzative più complesse della Santa Sede. La scelta di inviarlo a Chieti-Vasto, una diocesi importante ma periferica rispetto al cuore del potere romano, è letta da molti vaticanisti come una volontà di azzerare il vecchio assetto. Una mossa che ricorda le grandi epurazioni silenziose che ogni nuovo Papa compie per affermare la sua linea. Il porporato era stato nominato arciprete della Basilica da Bergoglio e ora lascia il suo regno. Una decisione che non è solo amministrativa, ma profondamente politica, perché toglie dal centro di Roma un cardinale creato da Francesco e lo colloca in Abruzzo, lontano dalle stanze dove si decide il futuro della Chiesa.


