
La guerra in Ucraina continua a rappresentare uno dei principali dossier sul tavolo dell’Unione europea, mentre cresce l’attenzione sulle possibili conseguenze del conflitto anche al di fuori del campo di battaglia. Il tema della sicurezza torna così al centro del confronto tra i Paesi europei, insieme alla necessità di mantenere il sostegno a Kiev e di rafforzare la capacità di risposta alle minacce considerate più immediate.
A lanciare un nuovo allarme è Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione europea, intervenuta prima del Consiglio Ue Difesa. Al centro delle sue dichiarazioni ci sono le informazioni di intelligence relative a possibili nuove azioni attribuite a Mosca, ma anche la situazione della difesa aerea ucraina, le sanzioni contro la Russia e il ruolo delle missioni navali europee in Medio Oriente.
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L’allarme sui possibili sabotaggi russi
Kallas ha invitato i Paesi europei a mantenere alta l’attenzione, sostenendo che dalle informazioni di intelligence a disposizione emergerebbe la pianificazione da parte della Russia di ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le democrazie europee.
Secondo quanto dichiarato dall’Alto Rappresentante, l’obiettivo sarebbe quello di creare divisioni all’interno delle società europee e intimidire i cittadini, cercando allo stesso tempo di indebolire la volontà di continuare a sostenere l’Ucraina.
“È qualcosa che Mosca ha in mente”, ha affermato Kallas, richiamando la necessità per i Paesi europei di rimanere vigili di fronte a quello che viene indicato come un possibile ulteriore fronte della contrapposizione con la Russia.
Il tema della sicurezza si intreccia direttamente con quello del sostegno militare a Kiev. Per Kallas, l’Ucraina ha urgente bisogno di difesa aerea e l’appello è rivolto in particolare agli Stati che dispongono di questi sistemi nelle proprie scorte. L’invito è a valutare concretamente la possibilità di fornirli a Kiev.

Il nodo delle sanzioni contro la Russia
Nel corso delle dichiarazioni, Kallas ha affrontato anche la questione delle sanzioni europee. In particolare, ha definito “deplorevole” la rimozione dalla lista delle sanzioni di Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.
L’Alto Rappresentante ha però richiamato l’attenzione sul dato complessivo relativo alle persone ancora sottoposte alle misure restrittive. Secondo quanto spiegato da Kallas, 2.998 persone continueranno a essere soggette alle sanzioni per tre anni.
La stessa Kallas ha sottolineato che, per procedere alla rimozione delle persone dalla lista, è necessario il consenso di tutti. Il riferimento è quindi al meccanismo decisionale che regola le misure sanzionatorie dell’Unione europea.
La questione delle sanzioni resta così inserita nel quadro più ampio delle relazioni tra Bruxelles e Mosca e delle misure adottate dall’Ue in risposta alla guerra in Ucraina.

Il Medio Oriente e l’operazione Aspides
Durante il Consiglio Ue Difesa, l’attenzione non sarà però concentrata esclusivamente sulla Russia e sull’Ucraina. Kallas ha anticipato che i ministri discuteranno anche della situazione in Medio Oriente, con particolare riferimento alle operazioni navali europee nella regione.
Tra queste c’è Aspides, missione che, secondo Kallas, è già pienamente operativa ma necessita di un numero maggiore di unità navali per poter svolgere i compiti previsti.
Uno degli aspetti indicati dall’Alto Rappresentante riguarda in particolare la necessità di disporre di navi in grado di scortare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Bab el-Mandeb. Per questo motivo, secondo Kallas, servono diverse tipologie di unità navali.
Il possibile impiego delle navi già offerte
Il problema, ha spiegato Kallas, è legato anche alla distribuzione delle risorse navali disponibili. Diverse unità sono state infatti offerte alla cosiddetta Coalizione dei volenterosi nell’ambito delle attività legate allo Stretto di Hormuz, ma questa struttura, al momento, non sarebbe ancora pienamente operativa.
Da qui l’ipotesi avanzata dall’Alto Rappresentante: utilizzare temporaneamente alcune di queste navi nell’operazione Aspides, già operativa, per poi trasferirle alla coalizione relativa a Hormuz quando quest’ultima sarà pienamente attiva.
Si tratta di una questione che sarà affrontata durante la riunione dei ministri della Difesa europei. Kallas ha lasciato aperta anche la possibilità che proprio dal Consiglio possano arrivare annunci sulle unità navali da destinare alle operazioni.
Il confronto europeo si sviluppa dunque su più fronti: dalla necessità di sostenere l’Ucraina con sistemi di difesa aerea alla gestione delle sanzioni contro la Russia, fino all’impiego delle forze navali europee in Medio Oriente. Sullo sfondo resta la richiesta di mantenere alta l’attenzione sulle possibili minacce alla sicurezza delle democrazie europee.


