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Turchia-Italia, vergogna in campo! Se ne sono accorti tutti

Pubblicato: 28/09/2026 22:29

Ci sono partite che nascono già storte e altre che lo diventano minuto dopo minuto, fischio dopo fischio. La Turchia aveva scelto l’Arena del Coccodrillo di Bursa per fare paura all’Italia, per trasformare la Nations League in una bolgia. Alla fine la bolgia c’è stata davvero, ma si è ritorta tutta contro i padroni di casa. Fischi all’inno azzurro, fischi a Montella dal primo pallone toccato, fischi dopo un primo tempo inguardabile. E poi la fuga del presidente federale sotto una tempesta di insulti. Una serata da incubo che potrebbe aver chiuso un ciclo.

Disastro Turchia: fischi all’inno italiano e contestazione furiosa contro Montella

L’idea, a posteriori, non è stata delle migliori. Perché se i turchi e la Turchia avevano pensato di incutere timore all’Italia affrontandola nell’Arena del coccodrillo di Bursa, la scelta si è rivelata un autogol. Fischi all’inno italiano. Fischi al ct Vincenzo Montella sin dall’avvio di gara. Fischi dopo l’orrendo primo tempo. Con tanto di richiesta esplicita e rumorosa, al presidente della Federcalcio turca, Ibrahim Haciosmanoglu, di esonerare l’allenatore italiano. Richiesta accompagnata da una serie tale di aggressioni verbali da costringere il numero uno del calcio di Istanbul a lasciare l’Arena del Coccodrillo di Bursa.

Arena del Coccodrillo diventa un boomerang: la scelta di Bursa si ritorce contro i turchi

La pessima prestazione con l’Italia dopo il ko contro la Francia, e la rabbia dell’Arena del Coccodrillo di Bursa mettono a rischio la posizione del tecnico. L’idea della Federcalcio turca era chiara: portare l’Italia in uno degli stadi più caldi e ostili del Paese per condizionare la partita. Il risultato è stato l’opposto. L’Italia non si è fatta intimidire e la Turchia è sprofondata sotto i colpi degli azzurri e della contestazione del suo stesso pubblico. Una serata che ha trasformato l’Arena del Coccodrillo nel simbolo del fallimento di un progetto.

L’avversità del pubblico nei confronti del ct italiano, nonostante la più che dignitosa prestazione contro la Francia di venerdì scorso, persa in casa di misura con 0-1 gol di Mbappé, nasce nei mesi scorsi. A causarla, il deludente Mondiale nordamericano. Cui la Turchia si era accostata con ottimismo dopo essersi comunque qualificata dopo il playoff con 1-0 in casa alla Romania e 0-1 in trasferta al Kosovo, essendo stata sorteggiata in un girone della fase finale tutt’altro che irresistibile. Almeno sulla carta. E invece, prima l’Australia con 2-0 con un contropiede micidiale, poi il Paraguay con 1-0 hanno cancellato le speranze di accedere alla fase a eliminazione diretta della selezione di Montella, cui non è servito battere 3-2 i padroni di casa degli Usa nell’ultima, inutile per i turchi, partita.

Futuro di Montella appeso a un filo dopo il rovescio con gli azzurri esonero vicino

Così stando le cose, e nonostante la conferma, dopo il rovescio patito con gli azzurri, è almeno arduo ipotizzare che Montella resti sulla panchina turca sino a novembre. Più facile che l’Arena del Coccodrillo abbia sancito la fine del suo mandato. La contestazione di Bursa è stata durissima, diretta, personale, con il presidente federale costretto ad abbandonare lo stadio per le aggressioni verbali. Un segnale inequivocabile che il credito dell’ex tecnico italiano è ormai esaurito presso la tifoseria turca. La Nations League doveva essere la ripartenza dopo il Mondiale fallito, invece si è trasformata in un altro disastro che rischia di costare la panchina a Vincenzo Montella.

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