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“Grandine grossa e temporali violenti”. Allerta meteo, sta per succedere in Italia: ecco dove

Pubblicato: 23/07/2026 07:49

La giornata del 23 luglio è segnata da una marcata recrudescenza del maltempo al Centro-Sud, causata dal transito di un insidioso cavo d’onda in quota che scivola da nord-ovest verso i Balcani. Questa struttura atmosferica trasporta un carico di aria fredda e secca alle quote medio-alte della troposfera, destinata a scorrere su un bacino adriatico e su regioni meridionali ancora surriscaldate dall’accumulo di calore dei giorni precedenti. Il violento contrasto termico tra l’aria fresca in quota e la massa d’aria caldo-umida stazionante nei bassi strati genera un ambiente fortemente instabile, ponendo le basi per la formazione di temporali di forte intensità, caratterizzati da grandinate di grandi dimensioni, raffiche di vento distruttive e potenziali fenomeni vorticosi.

Il quadro sinottico e le cause dell’instabilità

Il motore principale di questa fase di maltempo è rappresentato dal forcing dinamico garantito dall’ingresso di un impulso di vorticità potenziale alla quota isobarica di 300 hPa, abbinato a un cavo d’onda a 500 hPa con temperature che raggiungono i -13 o -14 gradi. Questa avvezione di aria fredda contribuisce ad aumentare in modo netto il gradiente termico verticale, corrodendo la resistenza dell’atmosfera nei bassi strati e favorendo un rapido innesco convettivo tra il tardo pomeriggio e la serata. La disponibilità di energia potenziale per la convezione, espressa da valori di superficie che superano i 2000 J/kg, garantisce il carburante necessario per lo sviluppo di correnti ascensionali imponenti. La contestuale presenza di elevati valori di wind shear verticale e di elicità favorisce la rotazione delle strutture temporalesche, aumentando esponenzialmente la probabilità di supercelle isolate e longeve lungo i settori adriatici.

Per delineare con precisione la gravità della situazione, l’associazione PRETEMP ha stilato un bollettino di previsione dettagliato per mappare i rischi diretti legati ai temporali severi. Il livello massimo di criticità, identificato con il livello 2, è stato attribuito all’Abruzzo meridionale e alla Puglia, aree dove la combinazione tra calore marittimo e dinamica in quota risulta più esplosiva. Un esteso livello 1 copre invece il resto del medio-basso Adriatico, a partire dal sud delle Marche e dall’Umbria orientale, estendendosi verso l’interno fino al Molise. Infine, un livello 0 è stato assegnato alle regioni settentrionali come Friuli, Istria e Alto Adriatico, oltre che alla dorsale dell’Appennino settentrionale, alla Calabria e alla Sicilia nord-orientale, settori interessati da fenomeni più occasionali o di natura prevalentemente orografica.

I rischi principali tra grandine e forti raffiche

Nelle zone inserite nel livello 2, i pericoli maggiori risiedono nella formazione di chicchi di grandine di medie e grandi dimensioni, con diametri medi stimati tra 3 e 4 centimetri, ma capaci di raggiungere picchi eccezionali tra 4 e 6 centimetri in presenza di supercelle particolarmente organizzate. Accanto alla grandine, un fattore di estremo rischio è rappresentato dai downburst, ovvero violente correnti d’aria fredda che precipitano verso il suolo e si espandono orizzontalmente, generando raffiche di vento lineari superiori a 100 km/h e possibili strutture a bow-echo. La forte convergenza tra i venti nei bassi strati e l’elevata energia nei primi chilometri di atmosfera creano inoltre le condizioni ideali per la genesi di trombe marine, che in prossimità della linea di costa potrebbero toccare la terraferma provocando danni ingenti.

L’evoluzione del maltempo nel resto della penisola

Sulle regioni comprese nei livelli di allerta inferiori, il quadro meteorologico, pur presentandosi meno critico, richiederà comunque una notevole attenzione. Lungo l’Adriatico centrale, le celle temporalesche prenderanno vita inizialmente sui rilievi appenninici per poi organizzarsi in sistemi convettivi quasi-lineari, capaci di muoversi rapidamente verso il mare portando nubifragi concentrati, grandinate di piccole o medie dimensioni e bruschi colpi di vento. Nell’area dell’Alto Adriatico e del Friuli, le convergenze tra le brezze marittime e i flussi da nord-est innescheranno temporali in discesa verso le coste venete, mentre al Sud la convezione pomeridiana legata al sollevamento orografico produrrà temporali a cluster isolati ma localmente intensi tra la Calabria e la Sicilia settentrionale. La situazione impone quindi la massima prudenza nei momenti di maggiore instabilità.

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Ultimo Aggiornamento: 23/07/2026 13:17

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