Veronica Cadei

Veronica Cadei, studentessa universitaria di 19 anni, è morta all’alba di martedì per una meningite fulminante. La Procura ha aperto un’inchiesta per verificare la corretta condotta dei medici nel caso della ragazza, originaria della provincia di Bergamo.

Ricoverata per una gastroenterite

La vicenda ha profondamente scosso e addolorato non solo i genitori, ma anche i compagni dell’Università Cattolica di Brescia. Veronica Cadei, infatti, ha iniziato a sentirsi male dalla mattina di lunedì, mentre sedeva tra in una delle aule. Ad accompagnarla in ospedale, un compagno: “Le ho proposto di accompagnarla a casa, ma in macchina sembrava si addormentasse“.

Le parole sono di Federico Lancini, coetaneo intervistato dal Corriere della Sera che ha deciso quindi di portarla al pronto soccorso.
Agli Spedali Civili di Brescia i medici hanno riferito ai genitori di una sospetta gastroenterite acuta. Hanno quindi deciso di tenerla in osservazione per la notte e dopo una flebo sembrava anche essersi ripresa. “Prima di salutarla scherzavamo, eravamo convinti di rivederla la mattina dopo” dice la madre Debora Poli, sempre al Corriere. Invece, alle 03.30 di martedì notte, la situazione peggiora fino al punto di non ritorno.

Morta di meningite fulminante

Veronica Cadei non aveva una gastroenterite acuta, ma una meningite di tipo c che l’ha stroncata nel giro di un giorno. Lo shock è tanto, per la famiglia della 19enne, che ora vuole solo essere sicura che non ci sia stato errore da parte dei medici. “Voglio sapere se è stato fatto tutto, se c’era possibilità che si salvasse” dice all’emittente locale Teletutto.
La pensa così anche il sostituto procuratore Lorena Ghibaudo, che ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo ed ha iscritto al registro degli indagati 7 persone, 4 uomini e 3 donne, che hanno seguito il caso di Veronica Cadei all’arrivo in ospedale.

Intanto, il paesino di Villongo, così come il bar di Sarnico, sul Lago d’Iseo, dove lavorava per aiutare a mantenersi gli studi piange una giovane ragazza scomparsa tragicamente. La profilassi è stata richiesta per tutti coloro che sono entrati in contatto con la giovane per più di 10 minuti nei giorni precedenti alla morte, data la pericolosa natura della meningite.