mario sossi rapito dalle brigate rosse

È morto a Genova Mario Sossi, ex magistrato e politico, all’età di 87 anni. L’ex giudice è stato rapito dalle Brigate Rosse nel 1974 e tenuto sotto sequestro per un mese. Sossi ha iniziato la sua carriera nella Procura di Genova, arrivando a ricoprire il ruolo di presidente di sezione presso la Corte di Cassazione a Roma.

Morto Mario Sossi, il giudice rapito dalle BR

Mario Sossi è stato sequestrato a Genova il 18 aprile 1974. Alcuni dei protagonisti del rapimento erano Alberto Franceschini e Margherita Cagol, tra i fondatori della Brigate Rosse, che ne gestirono la detenzione durata più di un mese.

L’obiettivo dei brigatisti era chiedere in cambio della sua liberazione la scarcerazione di 8 membri dell’organizzazione terroristica Gruppo XXII Ottobre. Una “prova generale” per quello che è poi stato il rapimento più tristemente noto delle Brigate Rosse, quello di Aldo Moro, come lo ha definito su Adnkronos Gero Grassi, membro della Commissione d’indagine parlamentare sul caso Moro.

Sossi era il pm nel processo che portò alla condanna dei terroristi del Gruppo XXII Ottobre. Per il ruolo svolto, alcuni membri delle Brigate Rosse era pronti ad ucciderlo in caso le loro richieste non fossero state soddisfatte.

Secondo le testimonianze, è stato lo stesso Franceschini ad opporsi ed il magistrato è stato liberato a Milano il 23 maggio dello stesso anno.

Le condoglianze del presidente Toti

Si uniscono al dolore dei figli il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e la giunta regionale che “esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia per la scomparsa di Mario Sossi, figura di spicco della magistratura durante gli Anni di piombo e protagonista della lotta al terrorismo“, come scritto su Twitter.

Le parole di Alberto Franceschini

A commentare la scomparsa del magistrato su Adnkronos è Alberto Franceschini, uno dei brigatisti che pianificò il sequestro. “È una storia di 50 anni fa. Una storia dove ognuno ha fatto la sua parte: io come carnefice e lui come vittima“, dichiara, “Furono 33 giorni agli inizi molto tesi, ma poi, nel corso del sequestro la cosa andò a scemare, lui capì che non era in pericolo di vita“.