luca sacchi

Parole confuse che trasmettono il totale stato di shock e incredulità dell’uomo che per primo ha visto Luca Sacchi, a terra dopo essere stato aggredito. Questo quanto si sente nella prima telefonata ai soccorsi risalente proprio a pochi minuti di distanza da quel fatale colpo di pistola.

L’audio è stato reso pubblico nel corso dell’ultima puntata del programma televisivo Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi.

Luca Sacchi: la prima chiamata di soccorso

Due persone, due voci maschili, incredule a quanto sta accadendo. In sottofondo urla strazianti che non riescono a trattenere l’angoscia e la disperazione: “Sbrigatevi” si sente, “Dammi un paio di guanti” e altre parole concitate e poi “Sta arrivando” riferendosi ai soccorsi.

Questo il sottofondo alla prima chiamata di soccorso che viene fatta nella tarda serata del 23 ottobre. “C’è un morto per terra” esordisce la voce. Si tratta di un addetto alla Protezione Civile, così si presenta al telefono. “Ti devi sbrigare, mandami un’ambulanza” e poi “È un ragazzo attorno ai 25 anni, capelli ricci, vestito con dei jeans” parole concitate che trasmettono il senso d’urgenza e di immediata necessità di soccorsi.

Una persona armata in fuga

Le due voci ripetono costantemente l’indirizzo in cui si trova Luca Sacchi, in quel momento agonizzante. Parlano di una persona armata che è fuggita a piedi. L’uomo al telefono dichiara che dopo la telefonata sarebbe immediatamente andato alla polizia.