auto dei carabinieri

Luca Sacchi è morto a 24 anni. Una morte improvvisa, un shock per i famigliari, la fidanzata, gli amici, il quartiere… Luca però non è morto per un male incurabile o un drammatico incidente; la sua vita gli è stata strappata via con violenza a soli 24 anni con un solo proiettile. Un colpo secco alla testa, sparato a tradimento da un uomo. La colpa di Luca? Voler difendere la sua fidanzata.

Lucca Sacchi: il ragazzo della porta accanto

Un ragazzo come tanti, giovane, innamoratissimo della sua bella fidanzata Anastasia e con la passione per lo sport. Luca Sacchi è rimasto vittima di un proiettile spietato, una sorte che per poco non è toccata a Manuel Bortuzzo, anche lui ferito quasi mortalmente da due uomini nei pressi di un pub mentre si trovava con la sua fidanzata.

Amante dello sport, Luca era un personal trainer in una palestra di jujitsu dedito anche alla difesa dei più deboli, tema che non mancava di rimarcare sui suoi profili social. Luca, riporta Roma Today, era figlio di un ristoratore del centro e abitava a pochi metri dal luogo in cui è stato ucciso; il parco della Caffarella, lo stesso dove spesso si allenava. Luca è stato descritto come il ragazzo buono, quello gentile della porta accanto.

La famiglia ha voluto concedergli un ultimo atto d’amore, la donazioned degli organi.

Il cordoglio di amici e parenti

Nessuno si capacita per la morte del giovane, amici e parenti sono in stato di Shock: È stata peggio di un’esecuzione”, “È una tragedia enorme” si legge su Ansa. “Conoscevo Luca da quando era piccolo, è cresciuto con mio figlio. Non ho avuto il coraggio di guardare negli occhi la madre. Immagino il dolore. Pensare che un figlio esca di casa e non vederlo più tornare è una cosa terribile”.

Nelle ultime ore sono state tante le persone che hanno espresso il loro cordoglio sui social o portando un fiore o un biglietto davanti al pub John Cabot.

Ucciso per uno zaino

Siamo a Roma, zona Caffarella. Luca e Anastasia sono appena usciti da un pub della zona, il John Cabot, sono le 23.30. I due camminano lungo via Teodoro Momsen quando ad un certo punto Anastasia si sente strattonare dalle spalle. Qualcuno l’aveva afferrata per lo zaino, i due si voltano e vedono due uomini: “Dacci la borsa” le urlano. Anastasia sente il pericolo e decide di togliersi lo zaino e porgerlo ai due uomini, la colpiscono con una mazza e Luca reagisce, vuole difendere la sua fidanzata.

Nasce una colluttazione con l’uomo che ha aggredito la ragazza, l’altro, alle spalle, prende la pistola e spara. Un solo colpo è uscito da quella pistola, un singolo proiettile che ha centrato la testa del 24enne. I due uomini, dallo spiccato accento romano, fuggono a bordo di una Smart di colore chiaro lasciando i Luca a terra, Anastasia in shock e un quartiere nel caos.

Arrivano i primi soccorsi, il proprietario del pub porta tutto quello che pensa possa servire, la corsa in ospedale, l’operazione, la morte. Il tutto per uno zaino con dentro pochi euro e qualche effetto personale.