Trovato morto impiccato nei boschi un operaio piemontese 65enne. Era scomparso da giovedì, dopo aver ricevuto una lettera di richiamo dalla ditta siderurgica per cui lavorava da anni (Immagine di repertorio)

Tragedia nel Torinese. Un operaio 65enne di Rivoli ha deciso di togliersi la vita. Era scomparso giovedì 5 dicembre, dopo aver ricevuto una lettera di contestazione dall’azienda per cui lavorava da diverso tempo. Dopo diverse frenetiche ore di ricerche, gli investigatori hanno trovato l’uomo impiccato ad un albero nei boschi di Buttigliera Alta. Sfortunatamente, non c’è stato un lieto fine come nel recente caso dell’operaio che aveva perso lavoro e casa in Sardegna.

Un biglietto di scuse per la famiglia

La ditta per la quale lavorava il defunto è un’azienda siderurgica, scrive Repubblica. In particolare, la ditta si occupa della produzione di componenti finiti in alluminio pressofuso per l’automotive.

Stando a quanto raccontato da Torino Today, l’uomo lavorava per la ditta rivolese da diversi anni. Nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre, l’azienda ha consegnato una lettera di richiamo all’operaio 65enne. L’uomo non avrebbe più fatto ritorno a casa, racconta Repubblica. Ma si sarebbe invece recato direttamente nei boschi della bassa Val di Susa per compiere il gesto estremo. Sul sedile della sua auto 500 x, i carabinieri hanno trovato un biglietto d’addio, con delle scuse, indirizzato alla famiglia.

24 ore di ricerche e apprensione

Ed è stata proprio la moglie a lanciare l’allarme, quando non l’ha visto rientrare a casa giovedì. Prima ha telefonato all’azienda, scoprendo della lettera. Quindi ha allertato i carabinieri della vicina stazione di Avigliana. I militari dell’Arma hanno fatto la macabra scoperta fra i boschi della provincia torinese a Buttigliera Alta dopo un giorno di ricerche. Sfortunatamente, per l’operaio non c’era più niente da fare. I carabinieri hanno quindi chiamato il medico legale per constatare il decesso, poi la famiglia dell’operaio per il riconoscimento del defunto.

La testimonianza del titolare della ditta

Leggo ha infine riportato la testimonianza del titolare dell’azienda rivolese. Le sue parole estrapolate da una nota ufficiale. Quanto accaduto ci lascia assolutamente attoniti e senza parole. Il nostro operaio suicidatosi non era stato licenziato, ma aveva avuto una lettera di contestazione in seguito alla quale avrebbe dovuto fornire spiegazioni all’azienda relativamente ad una serie di azioni anomale. Precisiamo che l’operaio non aveva mai dato segni di fragilità psicologica. Siamo molto vicini alla famiglia del nostro operaio e a disposizione per ogni possibile sostegno e aiuto”.

Su queste presunte anomalie al momento indagano i carabinieri di Rivoli.