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Frida Kahlo: l’amore, la passione e la rivoluzione di un’icona messicana

La donna oltre la pittrice: nelle stanze di Frida Kahlo, l'emblema della rivoluzione. Dall'incidente che le martoriò il corpo all'amore, tanto passionale quanto cruento, per Diego Rivera
Fotografia di Frida Kahlo

Lei, cui la vita, colpo su colpo, aveva tolto tutto, sulle angurie, in una tela aveva voluto scriverlo e gridarlo, Viva la Vida. Per molti oggi Frida Kahlo è l’emblema e l’icona di un movimento femminista, per tanti è il volto della ribellione, la forza del Messico e la rivalsa della donna. Una vita sentimentalmente altalenante nella morsa di un immobilismo fisico.

Frida Kahlo, l’incidente nel 1925

Una donna dolce e amara, una donna innamorata e straziata, una donna martoriata nel suo corpo esile fin dalla nascita, diventato poi teatro di dolore dopo un devastante incidente in autobus. Bella ma di una bellezza umana, affatto perfetta e per questo sublime.

Selvaggia come la sua terra, vivace come i colori del calaca. Aveva solamente 6 anni, la nota pittrice messicana, quando i medici scoprono che è affetta da spina bifida – solo inizialmente venne scambiata per poliomielite – un problema di salute al quale, nel 1925, quando aveva solamente 18 anni, si aggiunsero i problemi derivanti dall’incidente: il mezzo su cui stava viaggiando si scontrò contro un muro, la sua colonna vertebrale si spezzò nella regione lombare, si ruppe il collo del femore, le costole. Undici le fratture che riportò alla gamba sinistra, un piede schiacciato, una spalla lussata e l’osso pelvico rotto anch’esso e in 3 punti.

Un corpo martoriato dal dolore che necessitò di 32 operazioni, un incidente che mise una gabbia alla sua anima che nonostante tutto, continuò ad evadere grazie alla sua arte.

La rivoluzione, l’immobilismo e la passione

Non si negò mai di trasporre la sua sofferenza e il suo dolore sulla tela, agitando il pennello intinto nel rosso sangue per gridare il suo silente tormento. “Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere“, scrive Frida Kahlo mentre col pennello tracciava i suoi stessi confini, i suoi limiti, corpi martoriati da chiodi.

Di Frida Kahlo, ricordandone la forza e la rivoluzione insita nel suo carattere e nel suo tempo che la consacrò icona, fonte d’ispirazione per artisti, musicisti e stilisti senza che le chiedessero il permesso, non si può poi dimenticare l’amore, passionale, indissolubile e anche infelice per Diego Rivera. Il compagno di una vita, l’anima capace di sedare la sua inquietudine ma anche di far scorrere il sangue riaprendo le sue ferite.

L’odi et amo: Diego Rivera

Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un trami mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera“.

Anche lui pittore, Frida Kahlo non ebbe il tempo di viverne l’infatuazione, anticipando l’innamoramento con la sua sola fama. Anche lui messicano, iscritto al Partito Comunista dal ’22, si sposò la prima volta con la pittrice nel 1929. Un uomo illustre, lontano dalle convenzioni sociali come lei, figlio della rivoluzione e rivoluzione stessa. Una storia odi et amo, quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. Un amore che la portò a scontrarsi con i tradimenti di lui, numerosi, e che la spinsero per sofferenza ad essere suo specchio, ad intrattenere numerose relazioni extraconiugali con ambo i sessi: da Lev Trockij a Breton, ma anche Tina Modotti.

L’aborto e il tradimento

Proprio di Diego Rivera rimase incinta, pochi anni dopo il matrimonio, ma il suo corpo non seppe reggere la gravidanza e Frida Kahlo dovette affrontare un nuovo evento traumatico per la sua vita, un aborto spontaneo. Ma come dicevamo, se l’amore per Rivera la spingeva a scrivere “Vorrei solo essere lì dove sei tu. Vorrei solo fidarmi di te ed amarti e stare con te. Solo con te, dentro di te, intorno a te, in tutti i posti concepibili ed in quelli inconcepibili.

Mi piacerebbe essere lì dove ci sei tu“, la condotta del compagno la respingeva con riluttanza e arrivò il divorzio quando Rivera la tradì ancora una volta, con sua sorella Cristina Kahlo. Trascorse un anno di tele impregnate di delusione e rabbia quando Rivera, bussò ancora una volta alla sua porta chiedendole scusa e chiedendole, una seconda volta, di sposarlo.

Folclore messicano, immobilismo, dolore e profondo amore. Aveva solamente 47 anni, nel 1954, quando dopo l’amputazione della gamba destra per un’infezione, Frida Kahlo morì per un’embolia polmonare. Oggi, le sue ceneri, sono tuttora conservate nella nota Casa Azul, odierna sede del museo a lei dedicato.

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