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La vicenda della ‘casa degli orrori’ scoperta nell’estate scorsa dai carabinieri ad Arzachena, in Sardegna, si tinge di ulteriori contorni nebulosi. Secondo quanto riportato dall’Ansa, infatti, anche la zia del 12enne segregato dai genitori sarebbe stata arrestata.

‘Casa degli orrori’: in manette anche la zia del 12enne

Nella cronaca sulla ‘casa degli orrori’ scoperta dai militari la scorsa estate nel Sassarese, in Sardegna, emerge una novità: in manette, dopo i genitori del 12enne segregato in condizioni terribili, sarebbe finita anche una zia.

Madre e padre del minore si trovano ai domiciliari e ora sarebbe arrivato un provvedimento a carico di una parente della famiglia, secondo quanto riportato dall’Ansa una cognata dell’uomo.

Dalle indagini sarebbe emerso un impianto di elementi che ricostruirebbe come dominante la figura della donna. Per gli inquirenti, sarebbe stata lei a suggerire ai genitori la linea da tenere per educare il figlio.

Sui telefoni un altro lato del dramma

L’altra faccia del dramma vissuto dal minore, costretto a terribili condizioni che si delineano in modo sempre più nitido grazie alle indagini, avrebbe come regista proprio la zia del 12enne, una donna di 35 anni su cui graverebbero diversi elementi.

Nei telefoni dei genitori, gli inquirenti avrebbero individuato alcuni contenuti, tra cui messaggi di testo e vocali, di un tenore così grave da motivare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico della donna, emessa dal gip.

Nel corso della conferenza stampa del procuratore Gregorio Capasso, inerente agli ultimi sviluppi d’indagine, è stato sottolineata la natura sconvolgente di quanto finora ricostruito.

Secondo quanto in mano agli inquirenti, sarebbe stata la zia del 12enne a consigliare e ispirare la madre del minore nel mettere in atto punizioni durissime, tra cui la segregazione in camera, per ore, al buio e senza materasso.

Audio inquietanti per minacciare il minore

Un ultimo dato che francamente ci ha sconvolto – hanno riferito gli inquirenti in conferenza stampa – è che al bambino venivano fatte ascoltare delle registrazioni di voci alterate in cui veniva minacciato di essere portato all’inferno, di essere ucciso dai demoni“.

Una vicenda dai contorni ancora poco chiari ma comunque decisamente “oscuri”, per chi indaga sulle violenze subite dal 12enne. Al momento, hanno aggiunto gli investigatori, sono in corso accertamenti per appurare l’identità dietro quegli inquietanti contenuti audio.