anatre dentro un allevamento intensivo

Pratiche inaccettabili quelle che vengono denunciate in Francia dall’associazione no profit francese L214 che si batte da anni per la tutela e la protezione degli animali. Una recentissima inchiesta mette in luce la crudeltà e l’efferatezza che si agita all’interno di un allevamento intensivo di anatre in Dordogna, nella Nuova Aquitania. Quanto di mai spietatamente drammatico si cela dietro alla produzione di uno dei prodotti francesi più famosi, il foie gras.

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO È PRESENTE UN VIDEO CON IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

La crudeltà dietro la produzione del foie gras

Mutilazioni, crudeltà, violenza: l’associazione animalista L214, entrando sotto copertura in un allevamento intensivo di anatre, porta alla luce una realtà che se fosse resa manifesta, se fosse anche solo lontanamente parte della conoscenza comune, allontanerebbe i consumatori da un prodotto così rinomato quale è il foie gras francese, anche conosciuto in Italia come “fegato grasso“.

L’associazione è entrata all’interno di un’azienda francese, Domaine de la Peyrouse, accendendo i riflettori sulla crudeltà di pratiche diventate banalmente consuete nella loro malvagità.

La selezione e il destino infausto: l’asfissia e l’inedia

Come si evince dal crudo filmato dell’inchiesta, si apprende di un iter che difficilmente riesce a lasciare indifferenti.

Dapprima, la selezione tra coloro che effettivamente “servono” e coloro che invece sono meramente considerati “scarto di produzione”. Una selezione che avviene a monte tra anatroccoli maschi, anatroccoli femmine e anatroccoli che non rispondono ai requisiti. Quest’ultimi e le femmine, in quanto scarti, in termini aziendali non hanno necessità di sopravvivere motivo per cui vengono ammassati dentro bidoni, lasciati morire chi per asfissia, chi per fame. Stessa fine per quelle uova che non si schiudono a tempo debito: prese e gettate via in un unico secchio in attesa che i pulcini nascano e muoiano nell’indifferenza.

L’allevamento intensivo: sovraffollamento e mutilazioni

Diversa invece la sorte che spetta agli anatroccoli maschi, i “prescelti” a cui, dopo un processo di “alimentazione forzata”, verrà poi sradicato il fegato pronto a diventare “eccellenza”. Una volta selezionati, subentra la brutalità della mutilazione: agli anatroccoli maschi viene propriamente tagliato il becco. Mutilazione volta ad impedire che possano tra di loro ferirsi negli ambienti ristretti in cui sono costretti a vivere.

L’ambiente non è diverso da quello di numerosi allevamenti intensivi che presentano problematiche costanti: sovraffollamento, gabbie inadatte a contenere il numero di animali che poi effettivamente vi sopravvive nel breve tempo che li separa dalla macellazione, sporcizia.

Guarda il video:

L’alimentazione forzata e la macellazione

Entrando poi nel merito del foie gras, è doveroso soffermarsi sulle pratiche di alimentazione forzata volta ad “ingrassare” il loro fegato nel più breve tempo possibile. Una pratica disarmante che avviene per mezzo di pompe pneumatiche mentre vengono immobilizzati. L’ultimo step della catena, riguarda infine la macellazione che prevede uno stordimento dell’animale all’interno di vasche elettrificate, pratica che non sempre è efficace e ammette in più occasioni il risveglio dell’animale proprio nel momento della sua macellazione.

In ultimo, un vero e proprio “sradicamento” del fegato, quanto solo interessa alle aziende di foie gras. Denunciando questo increscioso iter di violenza, l’associazione ha deciso di lanciare una petizione online rivolta al Ministro dell’Agricoltura, Didier Guillaume, chiedendo di vietare questo sfruttamento e questi orrori, ritirando pertanto anche la medaglia d’oro che era stata conferita all’azienda durante il Concorso Generale dell’Agricoltura proprio nel 2019.