Marco Vannini e mamma Marina Conte

Nei giorni seguenti all’omicidio di Marco Vannini, non è stata solo la famiglia del 20enne a mettere in forte dubbio la versione della famiglia Ciontoli: anche gli amici della famiglia di Ladispoli ha trovato da subito delle crepe nelle versioni dei 4 famigliari.

Un nuovo servizio de Le Iene ha oggi diffuso alcune intercettazioni di telefonate e conversazioni tra i Ciontoli e loro amici o parenti, che gettano ulteriore oscurità sulla drammatica notte in cui Marco è morto.

Le domande e i sospetti degli amici

Sono diverse le persone che, subito dopo la morte di Marco, chiesero spiegazioni alla famiglia Ciontoli.

Forse uno di quelli che ha cercato più volte di scoprire la verità è stato Alessandro, il cugino di Marco e amico di Martina. È proprio la ragazza a ricevere più di una telefonata da parte del giovane, che è rimasto sconvolto non tanto dal ferimento di Marco, quanto da cosa è accaduto dopo: “Il fatto che sia stato un incidente lo pensiamo tutti. Però è tutto il dopo… Cioè il dopo cazzo. È stato lasciato più di un’ora lì.

Che cazzo, Martì…”. La Ciontoli cerca, durante la telefonata, di trovare spiegazioni: “È stato un incidente Alessandro ma ti pare che mio padre farebbe una cosa del genere?”.

Alessandro però non demorde, fa passare una notte e poi ritelefona a Martina perché un dettaglio non smette di tormentarlo e riguarda lo sparo: “Ieri mi hai detto di aver capito che il proiettile era partito solo dopo che Marco si è sentito male. Ma cazzo il botto non lo avete sentito?”. Alessandro vuole capire perché nessuno abbia fatto niente: “Perché non hai chiamato d’iniziativa tua, una ca**o di ambulanza?

Tu, tuo fratello, la ragazza di tuo fratello, tua madre. In cinque eravate, Martì, vi si è spenta la testa a tutti e cinque”.

Le parole dell’amico di Federico

Anche un amico di Federico Ciontoli dubita della versione del giovane, con il quale ha diversi contatti telefonici:Non mi avevi detto del pettine. Perché avete detto sta cazzata? Le bugie non si dicono, quante volte te lo devo dire…”.

Federico Ciontoli non va al funerale di Marco, e raccomanda l’amico: “Se senti qualche cosa mi devi difendere tu perché io adesso non lo posso fare“.