Animali a chi?

Gabbie negli allevamenti: la lettera alla Commissione Ue

Nell’ambito dell’iniziativa End the Cage Age, 160 organizzazioni animaliste in tutta Europa hanno scritto alla nuova Commissione Ue, chiedendo una legislazione adeguata per porre fine alla pratica dell’allevamento in gabbia
gallina in gabbia

Il 5 dicembre più di 160 organizzazioni animaliste in tutta Europa hanno inviato una lettera congiunta alla nuova Commissione Ue, per chiedere di mettere fine all’uso delle gabbie negli allevamenti intensivi. La lettera è parte dell’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, che ha raccolto oltre 1,6 milioni di firme in tutto il continente: “Ora abbiamo bisogno di azioni concrete – dichiarano le associazioni in un comunicato – I nuovi leader della Commissione hanno bisogno di politiche nuove e progressiste per dimostrare al mondo che l’UE è veramente leader nel benessere animale”.

End the Cage Age: 95mila firme in Italia

L’iniziativa si era chiusa lo scorso 11 settembre, quando aveva tagliato il ragguardevole traguardo di oltre un milione e mezzo di firme raccolte nell’arco di un anno.

In Italia sono stati quasi 95mila i cittadini a firmare la petizione, grazie anche alla collaborazione di 20 associazioni italiane, tra le quali Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Legambiente, Slow Food, Confconsumatori, ENPA e LAV. L’obbiettivo non era casuale, perché per risultare valida l’iniziativa doveva raggiungere obbligatoriamente il milione di firme.

A tal fine la coalizione ha organizzato eventi in tutta Europa, lanciando nuove investigazioni sulle condizioni di vita degli animali negli allevamenti.

La parola passa alla Commissione Europea

Nella lettera aperta si sottolinea come siano più di 300 milioni i maiali, conigli, vitelli e anatre allevati in gabbia nei Paesi dell’Unione Europea. Secondo le associazioni, le gabbie sono spesso anguste e negano agli animali la possibilità di muoversi liberamente, traducendosi in un’inutile crudeltà che può durare anche per tutta la vita: “L’allevamento intensivo provoca grandi sofferenze, è insostenibile e conduce all’attuale cambiamento climatico – ha scritto Philip Lymbery, CEO di Compassion in World Farming, nella lettera alla Commissione – Vi chiediamo di introdurre una legislazione adeguata per porre fine alla pratica inumana dell’allevamento in gabbia”.

Dopo aver ricevuto le firme, alla Commissione spetterà il compito di esaminare a fondo la questione e di spiegare quale azione ritiene necessario adottare. A quel punto l’iniziativa avrà un’audizione in plenaria al Parlamento europeo, alla quale potrebbe far seguito un possibile voto.

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