Processo in tribunale

Si conclude una nuova fase della vicenda giudiziaria relativa a Maria Angela Faré, l’ex suora condannata per violenza sessuale. Il reato è stato commesso su una giovane di 26 anni, poi morta suicida. La Cassazione ha rigettato i ricorsi sia della difesa che della parte civile, confermando il 3 anni e mezzo di carcere per la donna.

La pena definitiva della Cassazione

Per quanto riguarda l’Italia, la Cassazione ha espresso la sua pena definitiva per caso di Maria Angela Faré. L’ex suora è stata condannata a 3 anni e 6 mesi per violenza sessuale nei confronti di Eva Sacconago, 26enne morta suicida nel 2011.


Dopo la sua morte, i genitori trovarono alcuni diari della figlia. In questi, si rivelava un rapporto morboso assieme a “Suor Mary” dell’Istituto Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice. La relazione era iniziata sin da quando Eva era minorenne. La donna, oggi 59enne, aveva abusato sessualmente della giovane poche settimane prima del suo suicidio. Tra i messaggi ritrovati e resi pubblici, veniva evidenziato un atteggiamento definito avvolgente, ambiguo e perverso.

Il reato è ostativo, l’ex suora va in carcere

Quanto dichiarato oggi dalla Cassazione conferma quanto espresso dalla Corte d’Appello.

I giudici hanno condannato l’ex suora per il singolo episodio di violenza sessuale a lei imputato. È già scattata invece la prescrizione per il reato di stalking di cui era altresì accusata. La difesa della donna aveva fatto ricorso alla Cassazione, ma questa ha confermato il carcere a 3 anni e 6 mesi. Infatti, il reato è “ostativo” alla sospensione della pena e non prevede altra misura che la detenzione. Il legale di Maria Angela Faré, Fabrizio Busignani, ha annunciato però un’altra strada: “È mancato un doveroso approfondimento – le sue parole riportate da Il Giorno – Le violazioni di legge non riconosciute dai giudici verranno segnalate alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“.

Anche la famiglia di Eva aveva fatto ricorso

La sentenza della Cassazione in parte scontenta anche la parte civile, costituita dalla famiglia di Eva Sacconago, e la Procura generale, che avevano altresì fatto ricorso dopo la sentenza d’appello. L’accusa e la parte civile, infatti, chiedevano il riconoscimento anche degli altri reati, oltre a quel singolo episodio di violenza sessuale per cui è condannata.


Sempre Il Giorno, riporta le parole dell’avvocato di famiglia Tiberio Massironi: “La suora non solo ha violentato ma anche stalkerizzato Eva Sacconago. Il reato di stalking è stato riconosciuto anche se prescritto“.

Per quanto riguarda la giustizia italiana, il caso è chiuso. Ma il possibile ricorso alla Corte Europea potrebbe aprire nuovi scenari. L’ex suora, intanto, deve scontare la sua pena in carcere.